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Intervista della testata L'Unione Sarda a Anna Gariulo

Calabria, primi anni Cinquanta del Novecento. Nicolina è una bambina di dieci anni che ama fare domande impertinenti. Per esempio vuole sapere perché se si è donna ci si debba per forza comportare in un certo modo e rinunciare a tutte le proprie aspirazioni per la famiglia o un marito. Non accetta risposte di comodo tipo che una cosa non si fa “perché non sta bene” ed è disposta a rischiare pure qualche schiaffo in più pur di non chinare sempre il capo di fronte alle consuetudini, alle leggi ataviche che da generazioni regolano la società e i rapporti tra figlie e genitori, tra uomini e donne.

Per Nicolina queste convenzioni prendono le sembianze di un mostro pronto a dilaniare chi non si conforma alla mentalità vigente, così come nella mitologia antica Scilla inghiottiva tanti naviganti che si avventuravano nelle acque tra Calabria e Sicilia.

Questo è il tema principale attorno al quale si sviluppano le vicende raccontate in Colei che dilania (Loescher, 2016, Euro 7,00, pp 90) romanzo breve con cui Anna Gariuolo ha vinto nel 2015 il premio di scrittura creativa Prime Penne. Giovanissima, classe 1997, l'autrice colpisce in questa sua opera prima per la maturità della scrittura, straordinariamente evocativa nel delineare il clima sociale, le atmosfere, i modi di vivere di un Calabria antica, quasi ancestrale. Atmosfere che di primo acchito sembrerebbero ben lontane dal vissuto di una giovane nata a cavallo del Terzo Millennio.

Roberto Roveda de L'Unione Sarda intervista l'autrice Anna Gariuolo. Leggi l'intervista.



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