Uomini nel Tempo e nello Spazio

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Unità 1
La Preistoria e le civiltà dei grandi fiumi
Capitolo 2 - Le civiltà della Mesopotamia
Passato vivo
Dal Codice di Hammurabi ai Codici contemporanei

La parte superiore della stele con il Codice di Hammurabi dove è raffigurato Hammurabi (in piedi) in atteggiamento di devozione di fronte al dio Shamash; prima metà del XVIII secolo a.C. Parigi, Museo del Louvre.

Per «Codice» si intende oggi una raccolta di leggi, create per regolare questo o quel campo della vita sociale. E come «Codice» viene anche indicata la raccolta di disposizioni emanate oltre 3.500 anni fa dal re babilonese Hammurabi. Ma tra il Codice di Hammurabi e i nostri Codici ci sono profonde differenze. Vediamone tre.

Se tutto ciò è vero, perché gli studiosi parlano di «Codice» di Hammurabi? Si tratta di una forma ormai convenzionale, nella consapevolezza che paragonare il Codice di Hammurabi ai moderni codici di leggi è tutto sommato scorretto. Va tuttavia ribadito e sottolineato che disposizioni del re babilonese furono importanti per sottrarre i rapporti umani all’arbitrio, per difendere i sudditi piú deboli dalle prevaricazioni dei piú forti, ma molto tempo doveva ancora passare prima che nascesse il Diritto, come lo conosciamo noi oggi: la regolamentazione sistematica tramite la legge di ogni campo dell’agire umano.

Una copia del Codice Civile napoleonico; promulgato nel 1804, è considerato il capostipite dei Codici Civili moderni. Parigi, Biblioteca Nazionale di Francia.