Scivolare sulla neve

Lo sci alpino, sport praticato a vari livelli da numerosi appassionati, applica particolari tecniche di scivolamento in discesa che, grazie a una specifica attrezzatura, permettono spostamenti assai vantaggiosi ed economici.

È naturale che su un piano inclinato il semplice peso del nostro corpo ci spinga verso il basso senza apparente sforzo, con una velocità che è tanto maggiore quanto più la discesa è ripida. La tecnica sciistica (basata in particolare sulla flessoestensione degli arti inferiori e sulla torsione del tronco) ci permette di controllare questa velocità, aumentandola o riducendola fino ad arrestarci quando lo riteniamo opportuno, e di dirigere lo spostamento nelle direzioni volute.

L’equipaggiamento
Nello sci avere un’attrezzatura di buona qualità e in buono stato è molto importante. Sci, attacchi e scarponi non solo influiscono sulla prestazione, ma soprattutto devono essere una garanzia di sicurezza. Il materiale va poi scelto in base al proprio livello tecnico. Facciamoci guidare da un esperto che valuterà come consigliarci in base alle nostre capacità, alla condizione fisica, al peso e all’altezza. Prima di acquistare materiali specifici (che sono molto costosi), può essere utile affrontare le prime esperienze sugli sci con un’attrezzatura a noleggio.

Gli sci
Nella scelta degli sci dobbiamo considerare la sciancratura, il materiale, la flessibilità, la resistenza alle abrasioni e la lunghezza. Quest'ultima va valutata in relazione non solo all'altezza e al peso, ma anche alle capacità dello sciatore.

Il modello viene scelto in base allivello tecnico e all'uso che si intende farne. l principianti dovrebbero orientarsi verso sci sicuri, leggeri e maneggevoli, che permettano di eseguire le curve facilmente e a bassa velocità. Gli sciatori di livello tecnico avanzato possono scegliere sci agili e veloci, con sciancrature accentuate per ottenere la massima versatilità in ogni condizione di pista e di neve. Molti oggi usano gli sci carving (più corti, sciancrati, con punte e code più larghe rispetto al ponte), che permettono di eseguire le curve con minor sforzo, facilitano l'apprendimento e migliorano la qualità delle prestazioni individuali.

Gli attacchi
La fondamentale funzione degli attacchi, unire gli sci alla suola degli scarponi, impone di scegli erli con grande attenzione. Gli attacchi devono assicurarci costanti valori di sganciamento ogni volta che cadiamo in modo da svincolare il piede dallo sci e lasciare che la gamba si muova liberamente. Anche quando non si cade, velocità, forza centrifuga e peso corporeo sottopongono le articolazioni, in particolare quelle del ginocchio, a forti tensioni. Quando queste tensioni diventano eccessive, gli attacchi regolati in modo corretto devono sganciarsi e liberare il piede dallo sci per evitare traumi. Gli attacchi migliori sono quelli che sanno reagire progressivamente alla flessione dello sci nelle diverse fasi della curva.

Gli scarponi
Attraverso gli scarponi il corpo trasmette l'energia sugli sci e sulla neve: devono quindi essere precisi e assicurare un buon avvolgimento del piede, specie del tallone e della caviglia, e avere ganci di chiusura solidi ed efficaci. La scarpetta interna (in genere estraibile) deve essere termoregolatrice e traspirante.

L'abbigliamento
Ogni capo d'abbigliamento deve essere caldo, comodo, impermeabile ma anche traspirante e dotato di sistemi di ventilazione (sciando si suda molto) e di numerose tasche ben chiudibili. Quando si va a sciare è buona regola vestirsi a strati: in questo modo ci si difende dal gelo e dal freddo ma, all'occorrenza, ci si può alleggerire rapidamente.

Primi passi sulla neve
Prima ancora di imparare a stare in equilibrio e a muoversi con gli sci ai piedi, il principiante deve saper compiere con sicurezza alcuni gesti fondamentali.

- Camminare con gli sci in spalla: se non si presta la massima attenzione, camminare con gli sci in spalla può essere pericoloso per le persone e le cose che ci stanno intorno. Gli sci si appoggiano su una spalla in modo bilanciato, le punte in avanti rivolte verso il basso. Una mano tiene gli sci in equilibrio, l'altra regge i bastoncini, ai quali ci si può appoggiare nei tratti scivolosi. L'appoggio degli scarponi è in genere rigido e precario: procediamo dunque con cautela, a piccoli passi.

- Allacciare gli scarponi: chiudiamo per primo il gancio che si trova sul collo del piede, in modo da bloccare il tallone e il collo del piede, poi stringiamo il gancio più in al alto e quelli più in basso. Il piede deve aderire bene allo scarpone, ma questo non deve essere stretto troppo per non creare problemi di circolazione.

- Mettere gli sci: dopo aver svolto gli opportuni esercizi di riscaldamento, ci si può apprestare a infilare gli sci, che vanno appoggiati sulla neve trasversalmeme rispetto al pendio in un punto che sia il più in piano possibile. Facciamo scattare gli attacchi in posizione di apertura e, dopo aver controllato che né neve né detriti siano rimasti attaccati alla suola, infiliamo gli scarponi negli attacchi appoggiando prima la punta poi il tallone. Ricordiamo che si inizia sempre dallo sci che si trova verso valle. Per mantenere l'equilibrio ci aiutiamo appoggiandoci ai bastoncini.

- Impugnare i bastoncini: la mano (che ha già indossato il guanto) si infila nella cinghia dal basso verso l'alto, con il palmo rivolto in avanti e verso il basso, e afferra l'impugnatura del bastoncino in modo che la parte superiore della cinghia rimanga nella presa.

Esercizi con gli sci
Chi mette per la prima volta gli sci deve cercare di vincere la paura dello scivolamento. A questo proposito è utile effettuare semplici esercizi che, oltre a completare la fase di riscaldamento, aiutano a prendere confidenza con gli attrezzi e ad acquisire una maggiore padronanza e disinvoltura.

1. Appoggiandosi su entrambi i bastoncini, flettendo la gamba, si alza alternativamente uno sci alla volta mantenendo il piede parallelo al terreno.

2. Appoggiandosi su entrambi i bastoncini con gli sci paralleli, si piegano entrambi gli arti inferiori abbassandosi il più possibile; dopo qualche secondo si ritorna nella posizione di partenza.

3. Appoggiandosi su entrambi i bastoncini si flette la gamba sulla coscia, si porta uno sci all'indietro perpendicolare al terreno, si appoggia la punta a terra e si estende il busto all'indietro. Dopo aver mantenuto per alcuni secondi la posizione, si ritorna in quella di partenza.

4. Appoggiandosi su entrambi i bastoncini, si effettua una distensione avanti in alto di una gamba, alzando In sci perpendicolare al suolo; si effettua poi un massimo piegamento del busto in avanti. Dopo aver mantenuto per alcuni secondi la posizione, si ritorna in quella di partenza. l:esercizin va ripetuto su entrambi gli arti per alcune volte.

5. Camminare in piano aiutandosi con i bastoncini.

6. Con gli sci paralleli posti di traverso rispetto al pendio, spostare uno sci alla volta verso monte.

7. Salire a lisca id pesce.

Un po’ di tecnica
Solo ora, dopo aver familiarizzato con gli sci, può cominciare la fase di acquisizione della tecnica di base, che ha lo scopo di mettere il principiante a suo agio sulla neve permettendogli di divertirsi in sicurezza. Ricordiamo che non si può imparare a sciare bene senza l'aiuto di un maestro di sci, che non solo ci dà la certezza di apprendere nella maniera più corretta c veloce, ma ha anche la funzione di darci maggiore sicurezza in pista.

La posizione fondamentale
Ogni azione sugli sci va eseguita partendo da una posizione base, atteggiamento che permette di conservare un miglior equilibrio. Essa tiene conto della conformazione fisica e neuromuscolare individuale, grazie alla quale possiamo assumere e mantenere una posizione diversa dall'usuale non completamente eretta. Questa posizione è dovuta alla struttura del sistema scarpone-attacco, che ci obbliga a mantenere le ginocchia semipiegate, il busto leggermente inclinato in avanti, le braccia aperte e flesse con i bastoncini rivolti in basso. Ogni gesto va eseguito con fluidità ed elasticità, in attesa attiva, mantenendo sempre le articolazioni non completamente distese fra loro. L'atteggiamento sugli sci deve essere il più naturale possibile e il peso equamente distribuito sugli attrezzi. La posizione base si assume sia a code divaricate (spazza neve) sia a sci paralleli.

Lo spazzaneve
Consiste nel divaricare gli sci in coda avvicinando le punte e mantenendo la pressione sugli spigoli interni. La posizione degli sci esercita un'azione frenante che permette di controllare la velocità dello scivolamento. Per fermarsi si divaricano ulteriormente le code degli sci e si aumenta la presa sugli spigoli. Per aumentare la velocità si chiudono un po' le code.

In questa posizione, la centralità del baricentro aiuta il principiante a evitare sbilanciamenti e mantenere l'equilibrio. Il busto è leggermente inclinato in avanti, le spalle sono aperte. Le gambe sono divaricate, le ginocchia appena piegate, le punte dei piedi rivolte all'interno, i talloni all'esterno. Il peso del corpo è ugualmente ripartito sugli arti inferiori, che rimangono leggermente flessi. Le braccia sono protese avanti e tengono i bastoncini sui lati.

È molto importante che la posizione venga mantenuta senza contrarre la muscolatura e bisogna fare attenzione a non incrociare mai le punte degli sci. La tecnica dello spazzaneve permette spostamenti sia in diagonale (spazzaneve di attraversamento) che sulla massima pendenza. Il primo obiettivo per i principianti è apprendere lo spazzaneve in sicurezza. Successivamente imparerà le variazioni di traiettoria in spazzaneve con frequenti cambi di direzione (virate).

Vediamo come si esegue il collegamento di curve a spazzaneve.

1. Il movimento inizia dallo spostamento eseguito sulla diagonale destra (spazzaneve di attraversamento), dove lo sci a valle è maggiormente divaricato in coda rispetto allo sci a monte e in appoggio sullo spigolo interno. La posizione degli sci non è completamente simmetrica e il peso cade in prevalenza sullo sci a valle.

2. Dallo spazzaneve di attraversamento, sfruttando il movimento di orientamento del corpo, si inizia la curva portandosi con gli sci a uno spazzaneve sulla massima pendenza. Ciò avviene spostando il peso sullo spigolo dello sci interno a quello dello sci esterno, eseguendo una flessoestensione delle ginocchia. Gli sci sono ugualmente divaricati in coda, l'appoggio è sugli spigoli interni, le gambe sono leggermente flesse e il peso è equamente distribuito.

3. Per eseguire una curva verso sinistra e la variazione di traiettoria verso monte, si orienta il peso del corpo verso valle. Accentuando il piega mento si ottiene il cambio di direzione che sfrutta lo spigolo in appoggio dello sci esterno (destro). Questo movimento permette di raggiungere un nuovo attraversamento sulla diagonale verso sinistra.

4. Dall'attraversamento sulla diagonale verso sinistra, per girare nuovamente a destra, si effettua l'orientamento del corpo nella direzione voluta per riportarci a uno spazzaneve di massima pendenza. Ciò si attua spostando ancora il peso dallo sci interno di valle a quello esterno rivolto a monte. Continuando a sfruttare il movimento del corpo si raggiunge la massima pendenza e, proseguendo col piegamento sulle ginocchia e un nuovo cambio di orientamento del corpo, si è pronti a eseguire una nuova virata.

5-6. Dallo spazzaneve di massima pendenza, per girare a destra si orienta il corpo nella direzione voluta e in piegamento si continua la variazione di traiettoria sfruttando lo spigolo in appoggio dello sci esterno (sinistro). Questo permette di ritornare sulla diagonale verso destra in una posizione di spazzaneve di attraversamento.

Sci paralleli
È una delle posizioni più usate dogli sciatori, che consiste nel mantenere gli sci, da fermi e in movimento a una distanza costante fra loro, perciò in condizione di parallelismo, anche se si trovano su piani diversi. Lo scivolamento a sci paralleli può avvenire in piano, in attraversamento diagonale o sulla massima pendenza.

L'atteggiamento sugli sci deve essere il più naturale possibile, con i piedi distanziati per sfruttare al meglio gli attrezzi, facilitare la conduzione e avere un equilibrio più stabile. La tecnica degli sci paralleli serve sia per le curve che per l'arresto.

Affrontare una discesa a sci uniti permette di raggiungere facilmente alte velocità. In questi casi la disposizione del corpo e degli sci deve essere aerodinamica in modo da permettere il minor attrito possibile. Per questo gli sci non sono troppo ravvicinati ma leggermente divaricati anche se paralleli, le braccia chiuse al busto, il baricentro basso e centrale.

Il cambio di direzione con gli sci paralleli
La difficoltà maggiore: nella conduzione degli sci paralleli si ha nell'eseguire le curve (virate) e l'arresto.

Quando si scia è fondamentale essere in grado di cambiare traiettoria anche nello spazio di poco tempo. Saper sciare significa aver la padronanza degli sci che, paralleli e ravvicinati, permettono di affrontare tutti i tipi di pendio e di neve, sviluppando qualsiasi arco di curva in totale sicurezza. Pertanto la tecnica che permette di curvare è alla base dello sci.

La curva e l'arresto con gli sci paralleli comportano un movimento composto dall'esecuzione fluida di tre momenti, piegamento, distensione, angolazione, che se eseguiti correttamente in modo coordinato permettono di avere sempre il massimo controllo sugli sci c di mantenere l'equilibrio ottima le economizzando lo sforzo coi massimi risultati.

  • Piegamento: passaggio da una posizione in estensione degli arti inferiori a una diflessione tramite la chiusura degli angoli delle articolazioni; il piegamento determina un abbassamento di tutto il corpo;
  • distensione (estensione): passaggio da una posizione di flessione a una di estensione tramite l'apertura degli angoli delle articolazioni degli arti inferiori; la distensione determina un innalza mento del corpo;
  • angolazione: consiste in una serie di movimenti che determinano la presa di spigolo dalla quale discendono la traiettoria in curva e l'equilibrio in diagonale.

In modo molto semplificato la curva a sci paralleli si esegue partendo dalla posizione base (fig. 1 ): spalle parallele al terreno, braccia avanti e quando si vuole cambiare direzione si effettua un piegamento con rotazione sulle ginocchia che provoca un cambio di spigoli che avviene per mezzo dello spostamento laterale di tutto l'asse dello sciatore; questo movimento provoca prima la diminuzione dell'angolazione della curva precedente, poi l'angolazione della curva che si deve effettuare (fig. 2); nella fase finale della curva il corpo imprime sullo sci la pressione necessaria a deformarsi e contemporaneamente si prepara all'inversione e alla curva successiva (figg. 3 e 4). Nell'esecuzione del cambio di direzione è fondamentale saper pilotare l'azione del piede, che è il sensore più importante di questa azione motoria. Importanti sono anche la rotazione degli arti inferiori combinata con quelli superiori e la pressione esercitata con il piegamento delle gambe sugli sci, che nella sciata con gli sci carving interessa in particolare le lamine interne alla curva. Con gli sci carving sì utilizza la parte esterna del piede interno alla curva, mentre con gli sci tradizionali si usa di più la parte interna del piede esterno alla curva. La conduzione di questi particolari sci richiede inoltre un elevato ambidestrismo e una scioltezza e naturalezza maggiori per meglio sfruttare questo tipo di attrezzi.

Gli sci vanno mantenuti tra loro più distanziati anche se sempre paralleli mentre i bastoncini sono meno importanti nell'esecuzione del gesto rispetto agli sci tradizionali. Questo tipo di sciata più rotonda e fluida permette di mantenere anche una velocità maggiore rispetto a bruschi cambiamenti di direzione eseguiti con derapate eccessive. In ultima analisi, per ottenere una conduzione ottimale della curva si deve premere (con un piegamento) e ruotare (inclinandosi e cambiando la direzione dei piedi) come una vite che per entrare nel legno ha bisogno di una rotazione ma anche della pressione del cacciavite. Le fasi di cui si compone la curva (o virata) vanno eseguite con tecnica e naturalezza, cercando il minor dispendio di energie possibile. Forza e potenza devono essere utilizzate non per curvare ma in altre situazioni.




Lo sci di fondo



L’equipaggiamento



Come abbiamo detto nel testo, gli elementi che compongono l’equipaggiamento necessario per la pratica dello sci nordico sono sostanzialmente quattro: gli sci, gli attacchi, le scarpette e i bastoncini. Qui sul sito ti offriamo indicazioni più dettagliate per scegliere un’attrezzatura che sia in tutto e per tutto adatta alle tue esigenze.

Gli sci Gli sci da fondo presentano differenze notevoli a seconda del tipo di utilizzo. Quelli per la tecnica classica hanno la punta stretta e affusolata e la parte centrale, detta ponte o centina, morbida alla compressione e arrotondata come curvatura. Quelli per lo skating hanno invece punta arrotondata e ponte rigido. A seconda del tipo di neve variano le solette, ossia la parte inferiore dello sci che scivola sulla neve: la soletta molto morbida è più adatta alla neve fresca e fredda; la soletta rigida è indicata per la neve vecchia, dura e bagnata. Se la soletta è rigida, il ponte è più resistente alla compressione e maggiormente elastico: l’arco del ponte viene schiacciato al momento della spinta e poi riprende la sua forma arcuata quando tutto il peso del corpo è distribuito sullo sci. La soletta può essere liscia o a squame, cioè dotata di piccole incisioni simili alle squame di un pesce, che facilitano l’avanzamento sulla neve. Gli sci per lo skating hanno sempre soletta liscia. Un parametro importante nella scelta degli sci è la durezza del ponte, che dovrà essere maggiore in proporzione al peso. Proprio in relazione al peso gli sci vengono divisi in categorie:

  1. soft per sciatori di circa 65 kg;
  2. medium per quelli sui 70 kg;
  3. hard per chi va oltre i 75 kg.

La lunghezza degli sci va calibrata sulla base dell’altezza dello sciatore, delle sue capacità atletiche e dell’uso. Gli sci per la tecnica classica partono da 160 centimetri e arrivano ai 2,15 metri. Gli sci per lo skating sono più corti (190-200 cm). L’efficienza e la scorrevolezza degli sci dipendono dalla scelta della sciolina giusta e dalla buona sciolinatura, che va sempre eseguita da mani esperte.

Gli attacchi Gli attacchi sono costituiti da una talloniera e da un puntale sul quale si fissa lo sci. Devono permettere al tallone di alzarsi rispetto allo sci nel momento della spinta e, allo stesso tempo, devono bloccarlo trasversalmente e farlo aderire perfettamente alla talloniera in curva o durante le manovre in cui il tallone si appoggia su di essa.

Le scarpette Devono «incastrarsi» sugli attacchi. Hanno suola rigida con dei binari e una punta che si deve adattare ai puntali degli attacchi. Per questo, in genere, si acquistano scarpe e attacchi della stessa marca. La forma della scarpetta varia a seconda della tecnica usata. Quelle per la tecnica classica (passo alternato) non devono bloccare il piede in senso longitudinale e devono permettere alla caviglia di muoversi liberamente. Le scarpette per il passo pattinato sono più alte sul collo del piede per poter bloccare la caviglia, aiutare la fase di spinta e dare stabilità ed equilibrio in fase di scivolata. Ci sono scarpette da turismo che, a prescindere dal tipo di attacco cui sono destinate, vanno bene per tutte le tecniche e possono essere usate (sia pure con alcuni limiti) come semplici scarpe da passeggio.

I bastoncini Nello sci da fondo i bastoncini sono più importanti che nello sci da discesa: oltre a garantire l’equilibrio, essi devono contribuire all’avanzamento. La lunghezza dei bastoncini è in relazione all’altezza del fondista. Per ottenerla, si moltiplica l’altezza in metri dello sciatore per 0,84 per la tecnica classica e per 0,87 per lo skating. I bastoncini per lo skating sono dunque più lunghi.

La tecnica

Il fondo è una disciplina semplice da apprendere: sono numerosi gli autodidatti che, calzati gli sci, in poche ore riescono a spostarsi con una certa facilità lungo i binari delle piste. Tuttavia è sempre meglio approcciarcisi con un maestro: in questo modo si evitano gli errori di impostazione (tipici di chi apprende la tecnica da solo) che, oltre a pregiudicare lo stile, fanno fare molta più fatica del necessario. Inoltre il maestro può aiutarci nella scelta dell’attrezzatura e nell’applicazione della sciolina più adatta al tipo di neve e alle nostre capacità. Le tecniche utilizzate nello sci di fondo sono due: la tecnica classica (passo alternato) e la tecnica libera (passo pattinato o skating). All’inizio è meglio apprendere la prima. Oltre a dare l’impostazione di base per entrambe le andature, è la più semplice, anche per la sua similitudine con il camminare e i minori problemi di equilibrio che l’esecuzione comporta. La tecnica classica richiede inoltre meno impegno muscolare, mentre la tecnica libera è più faticosa. Prima di provare qualsiasi tipo di tecnica di avanzamento è opportuno prendere confidenza con gli attrezzi, calzare gli sci e imparare a mantenere l’equilibrio. Vediamo come si mettono gli sci. L’operazione va sempre effettuata in piano. Gli sci si dispongono a terra in parallelo a circa 20 cm di distanza l’uno dall’altro. Dopo aver aperto i puntali, si infila la barretta metallica della prima scarpetta nel puntale corrispondente; con la mano o con il bastoncino si chiude poi il puntale in modo che il primo piede sia vincolato allo sci. Poi, facendo molta attenzione a mantenere il peso del corpo centrato sull’attacco del primo sci, per non farlo spostare, si fissa il secondo sci alla scarpetta aiutandosi con i bastoncini per mantenere l’equilibrio. Il bastoncino si impugna inserendo il polso nel lacciolo. Sollevando la mano, il bastoncino deve pendere verticalmente sotto di essa. Va poi afferrata l’impugnatura stringendo tra le mani anche il lacciolo. Ecco alcuni esercizi utili a familiarizzare con gli sci e ad acquisire un buon controllo degli attrezzi:

  1. sollevare alternativamente gli sci;
  2. spostare lateralmente gli sci;
  3. flettere le gambe;
  4. eseguire saltelli sul posto;
  5. camminare con gli sci ai piedi sulle tracce;
  6. eseguire spinte delle braccia parallele.

La tecnica classica

È certamente la tecnica più elegante e fluida, in cui il sincronismo delle braccia e delle gambe permette un maggior equilibrio. Chi pratica escursionismo con gli sci usa la tecnica classica. Nella tecnica classica gli sci scorrono sui binari e la spinta delle gambe avviene mentre lo sci è fermo. Il gesto tecnico nel suo complesso si esprime con un’alternanza di spinte in avanti in cui si distinguono tre momenti chiave: passo alternato, scivolata spinta, passo spinta. Per un buon funzionamento degli sci, quando si adotta la tecnica classica è fondamentale l’appropriata sciolinatura della soletta. Lo sci della tecnica classica deve abbinare due diverse sciolinature: di scorrimento e di tenuta. In puntale e in coda si applicano scioline di scorrimento (paraffine) per avere maggiore velocità; sulla parte centrale dello sci, dove poggia il peso del fondista (un metro per i principianti), si applica una sciolina di tenuta che ha lo scopo di dare agli sci maggiore aderenza sulla neve soprattutto nei tratti in salita e nella fase di spinta. Quindi più corta è la zona di tenuta, migliore è la scorrevolezza degli sci.

Passo alternato

È il passo base della tecnica del fondo, quello che deve essere acquisito per primo, ed è il più naturale. Gamba e braccio opposto lavorano alternativamente in coppia. Il movimento degli arti inferiori è dunque coadiuvato e assecondato da un simultaneo lavoro delle braccia, come nella corsa. Mentre si proietta in avanti uno sci, il braccio opposto pianta nella neve il puntale del bastoncino all’altezza del piede avanzato. La spinta impressa da una gamba determina lo scivolamento dell’altra. L’avanzamento avviene grazie al trasferimento del carico da uno sci all’altro. La forza della gamba che preme sul terreno passa per il baricentro e sposta il peso del corpo sullo sci facendolo avanzare; contemporaneamente l’altra gamba fa scorrere lo sci. Poiché la scivolata avviene tra una fase di spinta e l’altra, è importante riuscire a cadenzare bene il ritmo dei passi e trovare il proprio ritmo ideale. Questo movimento va eseguito con scioltezza e naturalezza, senza irrigidirsi, inclinando il busto leggermente in avanti. In salita i passi sono più corti. Non potendo sfruttare lo scivolamento intermedio le braccia devono spingere maggiormente.

La scivolata spinta

È una tecnica che si usa in discesa e al termine di una discesa e ha lo scopo di mantenere e possibilmente incrementare la velocità. La scivolata spinta impegna solo le braccia che spingono simultaneamente sui bastoncini, mentre le gambe rimangono affiancate e possono riposare. Per la massima efficacia del gesto, nella fase di attacco (quando si piantano i bastoncini nella neve) si piega il corpo in avanti con elasticità e dopo aver impresso una vigorosa spinta (fase finale) si distendono i bastoncini all’indietro staccandoli dalla neve.

Il passo spinta

L’azione del passo spinta è un misto tra i due precedenti momenti tecnici. Si ricorre al passo spinta quando ci si muove «a mezza costa», con un binario leggermente più in alto dell’altro oppure quando una gamba è particolarmente affaticata. Infatti, gli arti inferiori non si alternano nell’imprimere la spinta ma lavora solo una gamba. L’azione propulsiva è promossa dalla spinta simultanea ed energica delle braccia tramite i bastoncini, alla quale segue l’azione di una stessa gamba (che perciò non si alterna come nel passo alternato) che spinge per ottenere un maggior avanzamento nel momento di richiamo delle braccia.

La tecnica libera di pattinaggio o skating

Sebbene si sia sviluppata solo in anni recenti, la tecnica libera di pattinaggio è oggi usata dalla maggior parte dei fondisti. Lo skating è sicuramente più divertente della tecnica classica perché permette di andare più veloce e nell’insieme il movimento è più dinamico; la tecnica libera è però più difficile da imparare e dispendiosa dal punto di vista fisico. Il pattinaggio consiste nel far scivolare lo sci anteriore grazie alla spinta del piede opposto e all’azione coordinata della spinta dei bastoncini. Il peso si alterna con grazia ed eleganza da un piede all’altro, imprimendo scivolamenti laterali che permettono un avanzamento rettilineo. La spinta di ogni gamba avviene mentre lo sci è in movimento. Gli sci scorrono diagonalmente su una pista battuta ma in assenza di binario. Nella sciolinatura della soletta si usano solo scioline di scorrimento (paraffine) applicate su tutto lo sci. In commercio ci sono scioline di scorrimento in polvere e solide. Generalmente quelle in polvere sono le più dure. Le scioline solide possono essere applicate con strofinamento; quelle in polvere vengono colate e posizionate sulle solette dopo essere state scaldate con un ferro elettrico. I passi base del pattinato sono cinque. Si ricorre all’uno o all’altro a seconda delle pendenze e della velocità da produrre. Vediamoli nelle loro caratteristiche peculiari, dal più lento al più veloce.

Il pattinaggio alternato

Questo passo è simile all’avanzamento in salita a spina di pesce. Viene utilizzato generalmente su pendii molto ripidi. Lo sciatore procede ondeggiando a destra e a sinistra, aprendo le punte ed esercitando una presa di spigolo; braccia e gambe spingono in maniera coordinata con una sequenza simile a quella del passo pattinato classico. L’apertura degli sci è proporzionale alla pendenza della salita, è dunque più accentuata se questa è più ripida. Lo sciatore deve fare ben attenzione a non incrociare le code.

Il pattinaggio con spinta

È il passo più importante dello skating ed è anche il più difficile da imparare. Si può usare su tutti i terreni. Le braccia spingono assieme in corrispondenza con la pattinata di una delle due gambe (sempre la stessa). I bastoncini lavorano dunque sempre in coppia, insieme all’azione di uno dei due arti inferiori, e vengono richiamati quando l’altro arto inizia a spingere. Si ha quindi una spinta delle braccia ogni due pattinate delle gambe. Il busto è inclinato in avanti e il peso rigorosamente centrale. Per una buona resa è opportuno curare sempre l’avanzamento completo del piede al termine della spinta. Se si procede a mezza costa bisogna spingere quando lo sci avanzato è quello rivolto a monte. Le curve ampie vanno affrontate spingendo nel momento in cui lo sci avanzato è quello esterno alla curva, nelle curve strette invece si spinge con le braccia contemporaneamente allo sci avanzato interno. Per la difficoltà di esecuzione e di apprendimento, le prime volte che si esegue il pattinaggio con spinta è meglio procedere con un ritmo blando. Quando si è acquisita sicurezza si possono aumentare le cadenze per rendere l’andatura più fluida e veloce.

Il pattinaggio con spinta in piano

La sequenza è la stessa del pattinato con spinta in salita, che viene eseguita in piano con maggiore velocità e permette di sfruttare la spinta stessa con scivolamenti molto più lunghi. In conseguenza l’appoggio dei bastoncini è sempre ritardato rispetto a quello dello sci. Per sfruttare a fondo la scivolata è fondamentale spostare il peso del corpo e la direzione del busto sulla direzione dello sci caricato. Le braccia spingono ogni due spinte di gambe. La gamba deve continuare a spingere finché le braccia non hanno terminato la spinta e formato con i bastoncini una linea retta. Il peso del corpo si sposta poi sulla gamba opposta a quella che aveva effettuato la spinta precedente.

Il pattinaggio con doppia spinta

La propulsione è data da una spinta delle braccia ogni spinta di gamba. Poiché il lavoro degli arti superiori è continuo, questa tecnica è molto faticosa per le braccia e richiede, oltre che forza, una buona dose di equilibrio. Il pattinaggio con doppia spinta permette di raggiungere buone velocità in piano e in leggera discesa ed è l’ideale per collegare il passo pattinato di spinta in piano col passo pattinato di spinta in salita.

La scivolata spinta pattinata

Come la scivolata spinta della tecnica classica, anche la scivolata spinta pattinata si esegue sui binari. A differenza della prima, in cui gli sci sono tenuti paralleli e scivolano lungo i binari, nella «pattinata» si solleva uno sci fuori dai binari e lo si appoggia in diagonale sulla neve facendo divergere la punta. Il movimento va eseguito flettendo molto il ginocchio della gamba in appoggio a terra e sostenendosi ai bastoncini. La spinta delle braccia e della gamba divaricata creano l’opportuno scorrimento. La spinta delle gambe è naturalmente alternata. Il passo si esegue con lo sci a valle su passaggi in mezza costa e lo sci esterno in curva. Bisogna fare molta attenzione a non richiamare mai l’arto se non è completamente disteso, mentre l’angolazione dello sci che spinge deve essere di 30° rispetto all’avanzamento. Il busto è leggermente inclinato in avanti e le spalle sono ferme (non ruotano): in questo modo si darà maggiore efficacia alla spinta degli arti superiori.

In salita e in discesa

Come abbiamo detto, la pista di fondo alterna tratti in piano a salite e discese. Le salite si possono affrontare in modi diversi: a scaletta, in diagonale, a spina di pesce. La scaletta è il sistema più lento e vi si ricorre quando la salita è molto ripida. La diagonale è una tecnica di avanzamento usata quando da mezza costa bisogna risalire lungo un pendio; è simile alla scaletta con la differenza che la gamba a monte si muove anche in avanti. La tecnica più usata su salite non molto ripide, sia nello stile classico che nello skating, è l’avanzamento a spina di pesce. Fronte alla salita, lungo la linea di massima pendenza, si eseguono brevi e rapidi avanzamenti camminando con le punte allargate verso l’esterno, mentre le ginocchia si flettono in avanti e le braccia esercitano una forte azione di spinta. Questa posizione induce gli sci a spigolare sull’interno facendo presa sulla neve. Per mantenere l’equilibrio in discesa il peso del corpo deve gravare centralmente sugli attacchi, le ginocchia sono flesse per ammortizzare i colpi, i bastoncini rivolti all’indietro. Poiché in discesa è difficile spigolare, per rallentare si può usare la tecnica dello spazzaneve, solo però se si è fuori dai binari.

L’alimentazione necessaria per chi pratica sci di fondo

Lo spuntino preallenamento Per lo spuntino prima dell’allenamento gli esperti consigliano un prodotto a base di carboidrati, con pochi grassi ed eventualmente un piccolo apporto di proteine, per la massima digeribilità. I carboidrati, ad ogni modo, sono i più digeribili e si possono assumere anche poche decine di minuti prima di iniziare l’attività. Si deve fare attenzione, però, che gli zuccheri semplici (marmellata, miele ecc.) siano solo un «contorno» ai carboidrati complessi del pane, delle fette biscottate e dei dolci. In questo modo si fornisce all’organismo il miglior «carburante» e un buon apporto di calorie. Attenzione comunque a non esagerare: un corridore di 60-70 chili durante un esercizio di moderata intensità consuma mediamente dalle 300 alle 500 calorie orarie. Con un «rifornimento» un’ora-un’ora e mezza prima si può tranquillamente far fronte a tale richiesta.

  • Una fetta di crostata (frolla con marmellata) 120 g.
  • 4-5 fette biscottate con marmellata 50 g.
  • Pane 80 g.
  • Miele 40 g.

Ogni porzione equivale a 350 calorie.

Prima della gara o dell’escursione
Per gli sportivi dilettanti che non sono seguiti dal medico dello sport, che indica gli alimenti adatti alle esigenze personali e agli orari delle varie prestazioni atletiche, ricordiamo che un pasto pre-gara di facile digestione può essere costituito nel seguente modo.

  • Un piatto di pasta o riso al dente (per consentire una masticazione efficiente) condito con olio crudo (eventualmente un cucchiaio di pommarola) e parmigiano.
  • Un secondo piatto di carne magra tritata (o comunque tenera) cotta alla griglia o al vapore, senza grassi aggiunti. Può andare bene anche prosciutto magro sgrassato.
  • Come contorno: un’insalata cruda o cotta (verdure a piacere) condita con olio, sale e limone oppure una patata lessa o cotta in forno con stagnola.
  • Un frutto ben maturo oppure una fetta di crostata.
  • Un panino ben cotto o una fetta di pane tostato.
  • Mezzo litro d’acqua.
  • Un caffè o un infuso di tè ben zuccherati, secondo le abitudini.

Dopo il pasto, nelle tre ore precedenti la gara o l’escursione, conviene assumere ogni mezz’ora un bicchiere d’acqua zuccherata con fruttosio (fresca, ma non gelata). Il fruttosio va preferito al normale zucchero da tavola (saccarosio) perché viene utilizzato senza l’intervento dell’insulina, annullando così il rischio di ipoglicemia reattiva. L’assunzione di bevande va sospesa mezz’ora prima dell’attività fisica per non creare problemi di diuresi.

Lo snowboard

L’equipaggiamento indispensabile per lo snowboard è costituito dalla tavola, con gli attacchi, e dagli scarponi. La tavola è l’elemento caratteristico dello snowboard. Avere una tavola adatta alle proprie capacità ed esigenze è fondamentale per riuscire a divertirsi sulla neve con sicurezza e tranquillità. Non è facile però, per chi si avvicina alla specialità, scegliere quella giusta. Innumerevoli sono infatti le tavole che si trovano in commercio. Si distinguono per lunghezza, larghezza, flessibilità e peso e in base all’uso che ne vuole fare il rider. Vi sono tavole freestyle, corte e larghe, usate per evoluzioni e salti; race, strette e veloci; freecarve, adatte per la pista; extreme, lunghe e larghe, leggere, particolarmente usate sulla neve fresca. Nella scelta della tavola è opportuno farsi consigliare da un esperto e comunque orientarsi su quella adatta al proprio livello di preparazione fisica e abilità. In base alla forma e alla struttura, le tavole da snowboard si possono classificare in altre categorie più specifiche.

  • Tavole allround. Sono fra le più facili da usare e per questo si consigliano in genere ai principianti. Vanno bene su ogni tipo di neve e si mantengono molto stabili anche andando piano. Hanno punta e coda più alte e sciancratura (la curvatura dei fianchi) accentuata. Alcune hanno la coda «pintail», ossia coda più stretta della spatola. La lunghezza varia tra 155 e 165 centimetri. Possono essere portate con scarpe sia rigide che morbide (soft). Di solito gli attacchi si montano con angoli tra i 48 e i 60 gradi per il piede anteriore e tra i 45 e i 58 gradi per il piede posteriore.
  • Tavole alpine racing. Si usano su neve battuta, meglio se dura e ghiacciata. Poiché sono rigide e abbastanza strette, il controllo richiede molta abilità e forza fisica. Grazie alla lunghezza delle lamine, le alpine racing sono molto stabili quando si va veloci.
  • Tavole alpine. Si usano su neve compatta. Rispetto alle racing, le alpine sono più flessibili e si dirigono molto più facilmente. Hanno lamine lunghe, sciancratura accentuata e forme spesso asimmetriche. Le misure variano da 143 a 163 centimetri. Gli attacchi vanno montati con angoli tra i 45 e i 55 gradi per il piede anteriore e i 42 e i 50 gradi per il piede posteriore.
  • Tavole da freestyle e da freeriding. Sono tavole molto corte con punte alte. La punta è uguale alla coda. Essendo molto morbide, sono adatte per salti, gobbe, neve fresca e per il fuoripista. Per freeriding, neve fresca, curve ampie e freestyle su pista è consigliabile scegliere tavole di lunghezza variabile tra 155 e 170 centimetri; per half pipe (competizione su pista artificiale) è preferibile una misura tra 145 e 150 centimetri. Gli attacchi vanno montati da 0 a 25 gradi per il piede anteriore e da 0 a 15 gradi per il piede posteriore.

La tecnica

La tavola di snowboard si monta appoggiando i piedi in posizione trasversale. Alcuni preferiscono mettere il sinistro davanti, altri il destro; nel gergo dello snowboard, i primi vengono chiamati regular, i secondi goofy. Chi sale per la prima volta su una tavola deve capire quale delle due posizioni gli è più congeniale provandole entrambe. La distanza degli attacchi e la loro angolazione rispetto alla tavola sono elementi essenziali per avere il miglior controllo dell’attrezzo. La prima si calcola in relazione alla propria altezza: per una persona alta 160 centimetri è di 40 centimetri. La distanza aumenta di un centimetro ogni 5 centimetri di altezza. L’angolazione degli attacchi varia da 30 a 60 gradi sul piede posteriore e da 40 a 60 gradi sull’anteriore. La posizione di base da cui si iniziano tutti i movimenti è la seguente: arti inferiori leggermente flessi; braccio anteriore rivolto verso la punta della tavola, l’altro a 90 gradi rispetto al primo; busto eretto, con spalle alla stessa altezza, orientato nella direzione del piede davanti. Le tecniche di conduzione sono costituite da quei gesti che mirano a manovrare l’attrezzo con il minor sforzo possibile. La tavola viene inclinata sugli spigoli, girata, caricata e infine scaricata dal peso del corpo. Per caricare la tavola si flettono le gambe, è poi l’oscillazione del corpo a permettere che la tavola giri e si scarichi di nuovo. In sostanza la tecnica di base dello snowboard è un insieme di derapate sulla massima pendenza e in diagonale per spostarsi in tratti stretti e da un lato all’altro della pista; virate stop, utilizzate per frenare; curve in sbandamento e controllate; curve dinamiche. Nonostante gli elementi tecnici non siano numerosi, la loro esecuzione non è così semplice come può sembrare. Cerchiamo di capire le regole essenziali, ricordando che il modo migliore di avvicinarsi a questo sport è quello di rivolgersi a un maestro. Per familiarizzare con la posizione innaturale che vede entrambi gli arti inferiori fissati alla tavola, eseguiamo dapprima semplici esercizi di adattamento con il solo piede anteriore:

  • spinta in piano;
  • spinta in diagonale;
  • cambio di posizione sul piede perno;
  • risalire in salita.

Ora possiamo cominciare a muoverci con entrambi i piedi fissati sugli attacchi. Affrontiamo pendii non particolarmente ripidi sulla loro massima pendenza e lasciamoci portare dalla tavola sino a che non si ferma. Su pendii leggermente più inclinati si comincerà a provare degli slittamenti o derapate laterali diminuendo la presa di spigolo con un abbassamento degli avampiedi e mantenendo il busto in direzione dello slittamento, portando il peso a monte. Anche se ancora non è una curva dalla massima pendenza, portiamo la tavola perpendicolare al pendio evitando che la punta prosegua sulla discesa. Dalla diagonale, esercitando più pressione sulle punte con uno spostamento avanti del piede riportiamo la tavola sulla massima pendenza. È fondamentale imparare subito a fermarsi. Il gesto tecnico con cui si frena è la virata stop, che si esegue ruotando il busto di 90 gradi dopo avere inclinato l’intero asse corporeo all’interno. Solo dopo aver acquisito gli elementi tecnici precedenti ci si può cimentare nell’esecuzione di veri e propri cambi di direzione. In curva bisogna coordinare il piegamento e la distensione degli arti inferiori con l’inclinazione del corpo all’interno della curva e la rotazione simultanea degli arti superiori nella direzione della stessa. Lo snowboard segue i movimenti del corpo, per cui con la rotazione del busto verso l’interno si determina la curva e la sua ampiezza. Le curve si possono eseguire sia sulla lamina corrispondente al tallone dello scarpone (back-side) sia sulla lamina corrispondente alla punta dello scarpone (front-side).

Il comportamento dello snowboarder

Per prevenire comportamenti che possano ostacolare una pratica serena e sicura di questo sport, ed in generale di tutte le discipline invernali, la Federazione Internazionale ha stabilito e pubblicato dieci regole a cui chiunque si trovi sulle piste deve fare riferimento, anche a dimostrazione del proprio fair play e della propria educazione sportiva.



  1. Rispetto degli altri Ogni sciatore e snowboarder deve comportarsi in modo da non mettere mai in pericolo l’incolumità degli altri. Sciatori e snowboarder sono responsabili non solo del loro comportamento in pista ma anche delle loro attrezzature, e dei loro eventuali difetti, anche se nuove e d’avanguardia.
  2. Padronanza della velocità e comportamento Ogni sciatore e snowboarder deve tenere una velocità e un comportamento adeguati alle proprie capacità nonché alle condizioni del terreno, della neve, del tempo e del traffico sulle piste. Gli incidenti sono spesso causati dalla velocità eccessiva, che provoca perdita di controllo e limita la visuale. Sciatori e snowboarder devono essere in grado di fare le loro evoluzioni senza intralciare gli altri. Devono anche essere in grado di fermarsi in qualsiasi momento. In zone affollate e di ridotta visibilità, soprattutto a inizio, fine pista e nelle aree di partenza degli impianti, devono muoversi lentamente e nelle zone laterali.
  3. Scelta della direzione Lo sciatore e lo snowboarder a monte, essendo in posizione dominante, hanno possibilità di scelta del percorso. Sono quindi obbligati a tenere una direzione che eviti il pericolo di collisione con lo sciatore o lo snowboarder a valle. Lo sci e lo snowboard sono sport di libera evoluzione dove ciascuno si esprime a suo piacimento, purché nel rispetto di queste regole, in rapporto con le personali capacità, la preparazione fisica e le condizioni generali dell’ambiente. Lo sciatore o lo snowboarder che è davanti ha sempre la precedenza. Se dietro e sulla stessa direzione di marcia di altro sciatore o snowboarder, deve mantenere una distanza sufficiente in modo da consentire a chi lo precede di potersi muovere liberamente.
  4. Sorpasso in pista Il sorpasso può essere effettuato tanto a monte quanto a valle, sulla destra o sulla sinistra, ma sempre a distanza tale da consentire le evoluzioni e i movimenti volontari e involontari dello sciatore o dello snowboarder sorpassato. Lo sciatore o lo snowboarder che effettua un sorpasso è responsabile della sua manovra, e deve effettuarla in modo da non causare nessuna difficoltà a chi sta superando. Questa responsabilità è tale per l’intero arco della manovra e vale anche per il sorpasso di sciatore o snowboarder eventualmente fermo sulla pista.
  5. Attraversamenti e incroci Lo sciatore o snowboarder che si immette o attraversa una pista o un terreno di esercitazione o allenamento, deve assicurarsi, mediante controllo visivo a monte e a valle, di poterlo fare senza pericolo per sé e per gli altri. Comportamento analogo lo sciatore deve osservare dopo ogni sosta. Entrare in pista o ripartire dopo essersi fermati è situazione che causa spesso incidenti. Sono operazioni da effettuare con molta attenzione per evitare di provocare incidenti e arrecare danno a sé e agli altri. Quando lo sciatore o lo snowboarder si muove lentamente deve fare sempre molta attenzione a quelli più veloci che lo seguono o lo precedono. Lo sci «carving» e lo snowboard permettono di curvare risalendo verso l’alto, in direzione opposta a chi scende. Per effettuare tali manovre è assolutamente necessario fare molta attenzione per non arrecare danno a sé e agli altri.
  6. Sosta sulla pista Fatte salve circostanze di assoluta necessità, sciatore e snowboarder devono evitare di fermarsi in mezzo alla pista, nei passaggi obbligati o dove manca buona e ampia visibilità. In caso di caduta devono sgomberare velocemente la pista, cercando di raggiungere un bordo della stessa nel più breve tempo possibile. Se non si è su una pista decisamente molto larga, le soste vanno effettuate sempre, ed esclusivamente, lungo uno dei due bordi pista. Mai fermarsi in posti dove la pista è molto stretta, dove il controllo visivo della pista è complessivamente limitato, oppure dove si rischia di non essere visti da chi sta scendendo.
  7. Salita e discesa lungo una pista da sci Sciatore e snowboarder che risalgono la pista devono procedere rigorosamente lungo i bordi della stessa. Analogo comportamento devono osservare scendendo o salendo a piedi. Procedere in senso inverso alla direzione normale della discesa presenta situazioni e ostacoli imprevedibili e impossibili da avvertire e valutare prontamente. Per sciatori e snowboarder sono molto pericolose eventuali impronte profonde di chi risale a piedi lungo una pista.
  8. Rispetto della segnaletica sulla neve Sciatori e snowboarder sono tenuti al massimo rispetto della segnaletica e delle indicazioni esposte sulle piste da sci. I vari gradi di difficoltà delle piste sono indicati, in ordine decrescente, con i colori nero, rosso, blu e verde. Sciatori e snowboarder possono liberamente scegliere la pista che preferiscono, anche se si propone da più parti la separazione delle piste. Sulle piste vi sono segnali di direzione e indicazioni di pericolo, rallentamento, passaggio stretto, chiusura o altro, che devono essere scrupolosamente e rigorosamente rispettati. Sono installati nell’interesse di tutti, per evitare incidenti a sciatori e snowboarder.
  9. Assistenza In caso di incidente chiunque deve prestarsi al soccorso. Prestare assistenza è un dovere morale che impegna ogni sportivo. Oltre che all’obbligo legale, stipulato da una recentissima legge, è necessario impegnarsi, secondo le capacità individuali, per prestare le prime cure, chiamare il pronto intervento, attivarsi per delimitare la zona dove c’è l’incidentato e per segnalare la presenza di uno o più infortunati a chi sta scendendo in pista. La Federazione internazionale auspica il perseguimento penale – analogo al mancato soccorso in occasione di incidente stradale – per chi si sottrae a questo obbligo, nei Paesi dove la legislazione già non lo preveda.
  10. Identificazione Chiunque, sciatore o snowboarder, sia coinvolto in un incidente in pista, avendo o non avendo responsabilità, oppure ne sia stato testimone, è tenuto a fornire le proprie generalità. La relazione di eventuali testimoni è di grande e determinante importanza per la stesura di un corretto rapporto sull’incidente. Ogni sportivo deve avvertire questo obbligo morale in forma imperativa. Il rapporto del servizio del pronto intervento e soccorso, assieme al supporto delle testimonianze e quello eventuale di fotografie e riprese videofilmate, può essere di grande aiuto per la determinazione delle eventuali responsabilità civili e penali.

Oggi si parte, ma prima…

Mai come prima di partire per una domenica sulla neve e per la settimana bianca è indispensabile controllare che l’attrezzatura e l’abbigliamento siano completi e in buono stato: un attacco troppo duro o morbido, una tuta o i guanti che si bagnano possono condizionare la nostra giornata sulla neve e mettere a repentaglio la nostra incolumità. Verifichiamo che gli scarponi siano in buono stato, con i ganci funzionanti e le scarpette interne, che devono tenere il piede caldo, né rotte né eccessivamente consumate. Se è tanto tempo che non usiamo degli scarponi, proviamoli e accertiamoci che il piede stia comodo. Gli sci devono essere a posto, con gli attacchi ben tarati (né troppo morbidi né troppo duri): ne va della nostra sicurezza. Ricordiamo che la taratura deve essere eseguita in modo che la durata delle molle degli attacchi tenga conto del peso, della forza e delle capacità tecniche dello sciatore. Per capire cosa fare è meglio rivolgersi, almeno all’inizio, a una persona esperta.



Conoscere la neve

La formazione della neve è legata alla sublimazione del vapore acqueo atmosferico in cristalli di ghiaccio, che avviene quando la temperatura è inferiore a 0°C. Mentre cadono, i cristalli subiscono una parziale fusione e si addensano a formare i fiocchi. Una volta al suolo, a causa del peso, del freddo, dell’umidità, dei continui disgeli e rigeli, la neve si compatta presentando caratteristiche assai diverse. Talvolta, anche nella stessa discesa, soprattutto se è lunga e con molto dislivello (specie in Appennino), si possono trovare molti tipi di neve (farinosa, crostosa, marcia ecc.) ai quali va adeguata la tecnica della sciata. Quando si decide dove andare a sciare bisogna dunque considerare anche che tipo di neve si troverà e stabilire in base ad essa se si è in grado di affrontare la discesa e se si dispone dell’attrezzatura necessaria.

Neve fresca

La neve più bella e divertente è senza dubbio la neve fresca, ossia la neve polverosa, fredda e secca (circa 75 kg per metro cubo), da non confondersi con la neve non battuta. Per sciare in neve fresca bisogna avere buona tecnica e preparazione fisica adeguata, poiché lo sforzo per stare a galla senza sprofondare richiede buone gambe. Spesso, su una pista già compatta si possono trovare fino a 20-30 cm di neve farinosa, sulla quale per sciare meglio si deve galleggiare in maniera ritmica e armoniosa. In neve fresca va assunta una posizione leggermente arretrata: in questo modo si carica maggiormente la parte posteriore degli sci e si tengono le punte leggermente sollevate. Gli sci vanno tenuti piatti, evitando il più possibile le prese in spigolo, e il movimento dei piedi deve essere a tergicristallo. L’arretramento deve essere proporzionale alla resistenza della neve e al tipo di sci utilizzati. Il peso deve essere distribuito su tutti e due gli sci, che devono essere ravvicinati e paralleli (ma non uniti) per aumentare la superficie d’appoggio e favorire il galleggiamento. Il piegamento e la distensione devono essere più graduali del solito per non sprofondare e per venir meglio fuori dalla neve alta. Un bravo sciatore in neve fresca sa allungare al massimo il momento di massima distensione (3-4 secondi) e usa il piegamento per creare una piattaforma per la curva successiva. L’angolazione che serve per favorire la presa di spigolo deve essere proporzionale alla compattezza della neve. Fondamentali sono le braccia, che tramite i bastoncini favoriscono l’equilibrio, migliorano il sincronismo del gesto tecnico, correggono le sbandate e aiutano a riprendersi dagli errori. Il cambio di direzione deve essere preceduto e assecondato da una rotazione di tutto il corpo nella direzione desiderata, che aiuta le gambe a iniziare la curva. Paradossalmente è più facile curvare dove il pendio è più ripido piuttosto che in piano o in lieve discesa dove la neve esercita un’azione frenante maggiore. Tutto il corpo deve fluttuare sulla neve e assorbire in maniera ritmica le asperità del terreno senza eccessivi scossoni e la sciata deve essere sempre fluida. Bisogna cercare di eseguire le curve mantenendo lo stesso raggio. Ogni curva va affrontata con gradualità evitando movimenti bruschi. Deve essere portata a termine con soluzione di continuità, cercando di non calcare troppo con il peso sulla neve.

Gli sci consigliati per la neve fresca sono quelli più lunghi con la punta morbida, e larghi con bastoncini provvisti di rotelle più grosse. In neve fresca:

  • attenzione ai pendii troppo ripidi ed esposti a rischio di valanghe o slavine; sempre per il rischio di valanghe evitare di tagliare i pendii, cioè di andare in diagonale; ricordiamo che generalmente la neve si assesta in 48 ore;
  • evitare di sciare su pendii dalla cui sommità pendano cornici di neve;
  • evitare di sciare nel bosco, poiché urti contro alberi, radici o massi nascosti e non visibili potrebbero causare pericolose cadute.

Neve artificiale

Le maggiori località sciistiche si sono attrezzate per sopperire alla mancanza di neve naturale con la neve artificiale. Viene prodotta da particolari cannoni (compressori) che sparano aria compressa e getti d’acqua ad alta o bassa pressione. Per formare i cristalli di neve è necessario che la temperatura sia almeno di due gradi sotto lo zero. La neve artificiale è priva di aria e meno soffice di quella naturale e appare subito «compatta». Il manto nevoso si presenta omogeneo e si «buca» meno rispetto a quello della neve naturale: per queste caratteristiche la neve programmata è considerata la migliore per le competizioni. Se sciare sulla neve artificiale può essere difficile per i principianti, perché occorre maggiore determinazione e precisione nell’impostare le curve, per gli sciatori esperti è sicuramente divertente: è una neve veloce e dura che (tranne sui pendii ripidi) favorisce la sciata perché si riducono gli attriti, quindi l’azione sterzante e l’inversione degli spigoli sono più facili. Se si cade sulla neve artificiale è facile scivolare procurandosi contusione ed ematomi, ma difficilmente si tratta di fratture o rotture di legamenti. Bisogna comunque fare attenzione perché possono affiorare sassi o radici e a bordo pista spesso si trova il terreno.

Neve ghiacciata crestosa o ventosa

È la neve più difficile e pericolosa: in superficie si presenta regolarmente gelata e crestosa (per effetto del vento), mentre nello strato profondo è meno compatta. Per sciare su questo tipo di neve occorre molta sicurezza e precisione nel gesto tecnico. Gli sci devono essere perfetti, in particolare le lamine ben affilate. Sulle superfici ghiacciate o scalinate, le curve vanno affrontate senza paura ma con assoluta determinazione. Lo sci esterno deve mordere la neve in un’unica soluzione di continuità per tutto l’arco della curva. Tutto il corpo deve essere mantenuto in posizione centrale ed è fondamentale assecondare l’appoggio degli arti inferiori che trasmettono agli sci piccoli adattamenti, morbidi e millimetrici, per assorbire al meglio le ondulazioni del terreno. Le braccia sono bene in avanti in modo da contribuire all’equilibrio e all’assetto generale della posizione più corretta.

Neve primaverile

La neve che si trova sulle piste al termine della primavera ha la caratteristica di variare molto, anche nell’arco di poche ore, a causa dell’innalzamento della temperatura, che ne cambia radicalmente la struttura. In genere è una neve lenta, sulla quale i meno esperti si sento più sicuri per le minori velocità raggiungibili. In realtà non è la neve più facile per sciare e nasconde diverse insidie. Il pericolo più grande è l’affaticamento, provocato dal maggior sforzo per sciare sulla neve marcia delle ore più calde o dei punti più soleggiati. Poiché le giornate sono più lunghe, si rimane molte ore sulle piste e i riflessi, specie nel pomeriggio, si appannano facilitando le cadute. Bisogna dunque effettuare alcune soste nell’arco della giornata, tanto se si è principianti quanto se si è esperti, e riposare in modo adeguato rispettando i propri limiti di resistenza. Inoltre questa neve costringe ad assumere posizioni non troppo corrette ed anomale. Anche se il clima è mite, è consigliabile fare un buon riscaldamento prima di cominciare la discesa. Quando si scende sulla neve primaverile, la posizione sugli sci deve essere molto centrale, con eventuale arretramento del busto. Il piegamento e la distensione in curva devono essere poco accentuati. Vanno evitati i cambi di peso da uno sci all’altro e va ricercata la leggerezza. Per mantenere l’equilibrio gli sci si tengono distanziati. Gli sci devono essere ben sciolinati perché la neve acquosa del pomeriggio aumenta l’attrito. Le lamine non devono essere troppo affilate perché potrebbero rendere gli sci poco manovrabili; pertanto bisogna togliere il «filo», cioè arrotondare il profilo della lamina. Poiché con il calore la plastica dello scarpone diventa più morbida e cedibile e il tallone ha maggiore possibilità di movimento, bisogna stringere maggiormente i ganci. Le regolazioni degli attacchi devono essere più basse in modo da facilitarne l’apertura al minimo cenno di caduta; sulla neve marcia, che frena improvvisamente, attacchi troppo duri che non si sganciano possono essere molto pericolosi. Questa neve è l’ideale per i fuoripista, da affrontare però solo in compagnia di sciatori esperti e comunque evitando i luoghi esposti a valanghe o slavine. A questo proposito, il momento migliore è la mattina, quando la neve non è ancora riscaldata e il rischio è minore. Se si scia al mattino presto e si attraversano tratti in ombra, va fatta molta attenzione ai lastroni di ghiaccio sui pendii ripidi.

Sci e alimentazione

Come in tutti gli sport, anche nello sci una sana dieta, equilibrata in tutti i suoi elementi, migliora le doti di resistenza e la durata degli sforzi. Ogni regime alimentare deve essere personalizzato in relazione alle caratteristiche fisiche di ognuno e ai suoi consumi energetici. La dieta che presentiamo di seguito suggerisce semplicemente quali alimenti consumare prima, durante e dopo la giornata sugli sci.