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Storia

dal 1861 ad oggi – oltre 150 anni di scuola

  • 2011-2016 Il presente
    Nel panorama italiano, le pubblicazioni scolastiche di Loescher Editore si contraddistinguono per il felice incontro dell’esperienza di una Casa editrice di grande tradizione con l’impiego delle nuove tecnologie. Ai libri di testo in formato cartaceo o digitale si affiancano complementi e integrazioni multimediali avanzatissimi. Dai materiali per la Lim, alle proposte di esercitazione interattiva, ai recentissimi e, nel loro genere, unici tutor adattivi online, concepiti per aiutare docenti e studenti nel quotidiano lavoro in classe e a casa. Classi virtuali, portali di materia, WebTv e Quaderni di approfondimento, sono oggi il biglietto da visita di una Casa editrice che si distingue per serietà, aggiornamento e autorevolezza.

    Loescher Editore annovera fra le sue più prestigiose pubblicazioni di ambito umanistico due riviste che godono di un indiscusso riconoscimento e continuano a essere punto di riferimento importante per gli studiosi: la «Rivista di Filologia e di Istruzione Classica» e il «Giornale Storico della Letteratura Italiana».

    Nell’aprile 2012 rinasce la storica rivista di Loescher «La ricerca», periodico d’informazione e discussione didattica per la scuola media e superiore. Loescher Editore, dopo anni di sospensione, decide di rilanciarne la pubblicazione con lo stesso spirito e la medesima ambizione che l’avevano animata allora: creare uno strumento capace di offrire alla Casa Editrice e ai suoi Autori l’occasione di continuare il dialogo culturale, didattico, educativo che prende le mosse dalla progettazione dei libri di testo e si esaurisce, per ora, con la loro adozione; interloquire direttamente e con franchezza con il proprio pubblico, fatto di professionisti esigenti, ma anche di studenti e genitori, disponibili al confronto e pronti all’elogio come alla critica severa. In totale libertà di spirito e autonomia di giudizio.

    Sul piano dell’assetto societario della Casa editrice, due sono i momenti salienti da ricordare: nel gennaio 2013 la fusione per incorporazione della Casa Editrice G. D’Anna nella controllante Loescher e nell’aprile 2014 l’ulteriore incorporazione della stessa Loescher nella capogruppo Zanichelli. Sul piano delle attività editoriali, i diversi marchi continuano ad operare autonomamente. Loescher e D’Anna nel corso del 2014 hanno anche rinnovato radicalmente la propria linea grafica, a partire dai loghi del proprio marchio. Loescher ha inoltre profondamente rivisitato il proprio sito web.
  • 2004-2011 I libri per le ultime riforme scolastiche. La nuova frontiera di internet e del multimediale
    Loescher Editore presenta un catalogo organico e completo per molti degli ambiti disciplinari della scuola secondaria di primo e secondo grado. La Casa editrice ha sempre proposto alla scuola italiana validi strumenti di formazione, che coniugano la qualità e l’accuratezza dei contenuti con l’innovazione didattica.
    Nel panorama italiano, le pubblicazioni scolastiche di Loescher Editore si contraddistinguono per il felice incontro dell’esperienza di una casa editrice di grande tradizione con l’impiego delle nuove tecnologie: da diversi anni infatti l’offerta di Loescher si è arricchita di strumenti in formato multimediale, di libri misti (in formato cartaceo e digitale online) e sottositi web / portali di approfondimento e si espansione dei contenuti disciplinari.
    Loescher ha anche sperimentato alcune coproduzioni e adattamenti di testi stranieri (a titolo di esempio si possono citare citare Relay, 2001, e Messages, 2006, corsi di lingua inglese realizzati in collaborazione con Cambridge University Press). È stata tra le prime case editrici scolastiche agli inizi degli anni ‘2000 a esplorare e quindi ad attrezzarsi nello sviluppo online, con siti e sottositi che presentano opere, materiali didattici online e progetti per una scuola sempre più orientata verso internet e le sue potenzialità. A questo proposito si può ricordare il pionieristico sito del 2003 dedicato alla letteratura inglese Books and Bookmarks, ma citiamo anche i dizionari di latino e greco offerti in versione digitale (scaricabile o, tra breve, consultabile online) e di Mediaclassica, un portale creato nel 2004 e dedicato esclusivamente alle lingue classiche, nato dalla collaborazione fra Loescher Editore e l’Università di Genova (Dipartimento di Filologia Classica), all’interno di un più ampio progetto di allestimento di aree web dedicate ai classicisti, denominato Aristarchus www.aristarchus.unige.it, di cui è ispiratore e coordinatore il professor Franco Montanari dell’Università di Genova.

    Libri misti: carta + web
    Raccogliendo i frutti di una prima esperienza maturata nel 2009, la casa editrice lancia una nuova generazione di opere – i libri misti, appunto - che, in modo originale, avvicinano vecchie e nuove modalità di apprendimento: la carta da una parte, il web dall’altra, nella convinzione che soltanto dalla interazione di entrambe si determinino condizioni favorevoli allo sviluppo delle competenze, disciplinari e non. Consideriamo il manuale cartaceo uno strumento insostituibile, pratico, “efficiente”. Partendo dal libro, tuttavia, è possibile creare occasioni di apprendimento precluse alla pagina stampata: suoni, video, animazioni di schemi o processi, esercitazioni interattive, mappe e carte dinamiche, microlezioni … sono alcuni esempi di “oggetti” digitali che possono affiancare il libro grazie all’uso delle cosiddette nuove tecnologie (computer, Internet, lavagne interattive multimediali, lettori di contenuti digitali …).

    LibroLIM - Piano di diffusione delle Lavagne interattive multimediali (LIM)
    Con l’etichetta “libro misto” non ci si riferisce soltanto ad aree web dedicate alle singole opere, i cui contenuti interagiscono con quelli del manuale cartaceo. Più in generale, si rimanda a nuovi progetti didattici nei quali il manuale funziona da “perno” intorno a cui si muovono contenuti digitali, fruibili sia con connessione internet ma anche in modalità off-line, in classe o a casa. Il LibroLIM è l’esempio più limpido di questa nuova strategia: partendo dalla proiezione sullo schermo del computer o, meglio, della lavagna interattiva multimediale, la classe potrà attingere a una serie di risorse digitali che la carta non può fornire: filmati, audio, esercitazioni interattive, mappe e carte dinamiche, elaborazioni in classeche possono essere salvate e riprese …

    Imparosulweb
    Il sito online Imparosulweb è un facile e potente strumento che arricchisce la didattica, nato per ottemperare all’art. 15 della legge n. 133/2008. Al suo interno trovano spazio i materiali multimediali dei libri misti pubblicati da Loescher Editore, suddivisi in base al ciclo scolastico, alle materie e ai titoli delle opere.
  • 1989-2004 / Loescher, entrata a far parte del gruppo Zanichelli, rinnova la propria linea di dizionari e amplia il catalogo
    Nel 1989 Loescher Editore viene acquisita da un’altra grande casa editrice italiana, la Zanichelli di Bologna, ma mantiene una propria struttura in tutto autonoma.
    Dal 1989 la Casa editrice, pur conservando alcune riviste (anzi nel 1990 viene fondato «L’asino d’oro», una nuova rivista di analisi, interpretazione e discussione della letteratura [italiana e straniera], diretta da Francesco Brioschi, Remo Ceserani, Lidia De Federicis, Costanzo Di Girolamo, Giulio Ferroni, Franco Marenco, Giuseppe Sertoli), ha rivolto il suo interesse in modo quasi esclusivo alla lessicografia e alla produzione scolastica per la scuola media inferiore e superiore.

    Nel 1991 esce la Storia della letteratura greca e nel 1992 le Pagine di letteratura greca di Giovanni Tarditi. Si tratta di opere che, aggiornate sulla base delle più recenti acquisizioni storico-filologiche consentivano di trarre nuove prospettive dal contatto diretto con i testi.
    Esce anche la terza edizione de La ricerca filosofica di Gabriele Giannantoni (1992), un manuale fra i più conosciuti nella nostra scuola. Tra le sue caratteristiche ritroviamo quella dei “corsi integrati”, con l’inserimento di numerosi brani di molti autori dentro i rispettivi contesti, secondo il filone ormai consolidato in Loescher di presentare i profili teorici accanto ai brani antologici.
    E a proposito di corsi integrati, nel 1992 Giovanna Barbieri, autrice storica della Casa editrice fin dalla metà degli anni ’60 (la sua opera più recente è uscita nel 2008) pubblica con Loescher la quarta edizione del Corso di lingua latina. Si tratta di un manuale rivoluzionario che riscuote un grande apprezzamento, perché rappresenta la reale alternativa alle grammatiche normative e nozionistiche fino a quel momento dominanti: si presentano in forma semplificata le regole del latino insieme alla parte degli esercizi, in modo funzionale al lavoro di traduzione. Alla struttura integrata di questa opera si rifarà tutta la produzione italiana di corsi di latino degli anni ’2000.

    Dopo il successo avuto con Il materiale e l’immaginario, la Loescher ha pubblicato altre valide antologie per il biennio della scuola superiore, come Lavori in corso (1995), di Ferdinando Cozzi e Luciana Virno, e Il viaggiatore senza bagaglio (1998) di Nerella Botta, seguito da Il lettore nella rete (2001), opera della stessa autrice, coadiuvata da Lidia Cardi, Lucia Enrini, Valerio Natoli, Rosaria Prudente ed Elena Tornaghi.
    Ricca e curata è risultata innanzitutto la produzione relativa all’educazione linguistica, sia per l’italiano sia per le lingue classiche e moderne.
    Sono stati accolti con favore, nei bienni della scuola superiore, L’uso e le regole dell’italiano (1994), Italiano: l’uso e la grammatica (1996) e Strumenti per l’italiano (prima edizione nel 2000, seconda edizione nel 2004), tutti di Silvia Fogliato e Maria Carla Testa.
    Loescher Editore ha investito nuove risorse nella produzione destinata alla scuola secondaria di primo grado / scuola media inferiore dando vita a corsi molto apprezzati dai docenti. Il successo dell’antologia Trovare le parole, di Tiziano Franzi, Federico Pedullà e Marina Pasini (prima edizione nel 1997; successive nel 2001 e nel 2004, con l’ingresso tra gli autori di Simonetta Damele) è seguito da quello de Il colibrì nel 2006. Nel 2004 intanto esce un’antologia di italiano per il biennio Voltare pagina di Simonetta Damele e Tiziano Franzi. Le antologie di questo gruppo di autori si contraddistinguono per essere state le prime a introdurre il discorso su metodo, abilità e lavoro per competenze.
    In parallelo riscontra un alto gradimento anche il corso di grammatica A chiare lettere di Anna Palazzo e Marina Ghilardi (edizioni nel 2001, 2004; edizione in due volumi nel 2006) e il successivo corso Grammatica. Le regole e le parole per comunicare (2007) alla stesura del quale collaborano Anna Palazzo, Adele Arciello e Antonio Maiorano. Affianca questo corso la Grammatica semplificata per stranieri, che si inserisce all’interno di un progetto più ampio destinato allo studio dell’italiano come seconda lingua sia da parte dei giovani che degli adulti con opere quali Contatto e Viaggio nell’italiano di Rosella Bozzone Costa, il primo corso di italiano per stranieri pubblicato da un editore di scolastica in Italia.

    Particolarmente significativa è risultata la produzione nel settore delle lingue straniere con validi corsi di lingua sia per quanto riguarda l’inglese e il francese, sia per il tedesco e, più recentemente, per lo spagnolo.

    Per l’INGLESE si segnalano:
    Frames e New Frames, di Paola Pace, Maria Carla Pavoni, Graziella Pozzo, Tim Priesack (1992), un corso di inglese articolato in quadri di riferimento che legano in modo organico testi e attività, mirato sugli interessi e le motivazioni dello studente;
    Language in Literature (progetto nato negli anni ’80) e poi Views of Literature (1993), di Barbara De Luca, Umberta Grillo, Paola Pace, Silvana Ranzoli, un corso di letteratura che costituisce la più valida guida alla lettura dei testi letterari in lingua inglese; si sviluppa inoltre l’analisi dei generi letterari, visti in una prospettiva di svolgimento storico, attraverso l’ausilio di strumenti metodologici rigorosi; il carattere innovativo di quest’opera ne determina il successo, aprendo la strada ai successivi Literature and Beyond (1999) e Books and Bookmarks (2002) con l’ingresso nel gruppo degli autori di Deborah Ellis;
    — la collana “Letteratura inglese e americana” (partita già alla fine degli anni ’80): si tratta di guide alla lettura che offrono una risposta operativa originale alle esigenze della scuola di far acquisire abilità di lettura e strumenti teorici di analisi.

    Per il FRANCESE, i corsi di maggior successo sono La maison des lilas (prima edizione nel 1994; seconda edizione nel 1998) e successivamente Mots de passe (2004) e la versione ridotta Un autre Mots de Passe (2005) di Maria Lorenza Congedo e Madeleine Léonard.

    Di grande fortuna è anche la produzione di titoli per l’insegnamento del TEDESCO: Deutschstunde (prima edizione nel 1992; seconda edizione nel 1998), di Gabriella Montali, Alessandra Dughiero, Daniela Mandelli, Giorgio Motta e Hedi Weiβgerber; ABC Deutsch (2002) di G. Montali, D. Mandelli e H. Weiβgerber.
    Nel 2004, escono due corsi, Direkt di Giorgio Motta per i Bienni, e Deutsch hautnah di Gabriella Montali, Daniela Mandelli e Nadja Czernohous Linzi per i Trienni.
    Di Giorgio Motta non possiamo non ricordare il corso di tedesco per la scuola media Wir (1998, seguito da varie edizioni italiane) e il successivo Magnet (2007) che hanno visto diverse edizioni internazionali in collaborazione con la casa editrice Klett, tali da portare questo testo ad essere il più diffuso e tradotto corso di lingua tedesca nel mondo.

    La Loescher entra poi con successo anche nell’area dello SPAGNOLO, in particolare con la letteratura Escenarios abiertos (2003), i corsi NosOtros (2006) e Muy rico (2009) tutti di Susana Benavente Ferrera e Gloria Boscaini.

    Il settore lessicografico ha conosciuto grande vitalità, sia attraverso la produzione di opere nuove, sia per il costante aggiornamento dell’IL Vocabolario della lingua latina (1966), che nel 1990 ha avuto una seconda edizione e nel 1996 una terza, corredata da un CD-ROM (novità assoluta per questo ambito) che offre un rapido e agevole accesso alle voci latine e rende possibile il reperimento di parti specifiche del testo. A partire dal 2000, è stata aggiunta un’agile Guida all’uso che costituisce un eserciziario autonomo sull’uso del vocabolario. Nel 2007 è poi uscita la quarta edizione, che prevede sostanziosi miglioramenti tra i quali la revisione completa di tutte le voci (ca 50.000) della parte latino-italiano, la traduzione integrale di tutti gli esempi, l’arricchimento di informazioni grammaticali e linguistiche.
    Nel 1986 Loescher aveva acquisito il Novissimo Palazzi. Dizionario della lingua italiana di Ferdinando Palazzi, prestigiosa opera lessicografica apparsa per la prima volta nel 1939 per i tipi della casa editrice Ceschina e successivamente ceduta al Gruppo Editoriale Fabbri, Bompiani, Sonzogno, Etas S.p.A. Nel 1992 è stata portata a termine la realizzazione del nuovo Palazzi-Folena, Dizionario della lingua italiana, un’impresa editoriale di grande impegno, condotta sotto la guida di Gianfranco Folena, con la collaborazione di specialisti quali Carla Marello (lessicografia), Diego Marconi (filosofia del linguaggio), Michele A. Cortelazzo (storia della lingua italiana). È il primo vocabolario che riporta una datazione per tutte le parole.
    Nel 1993 è uscito il Dizionario dei sinonimi e contrari, di Aldo Gabrielli, che nel 2001 ha conosciuto una seconda edizione con CD-ROM.
    Nel 1995 la casa editrice ha pubblicato anche il dizionario Italiano junior, a cura di Anna Cattana e Maria Teresa Nesci, destinato ai più giovani e ripubblicato in nuove edizioni nel 2003 e nel 2010.
    Sempre nel 1995 la produzione lessicografica della Casa editrice si è arricchita di un’altra opera di altissimo rilievo: il GI Vocabolario della lingua greca. Greco-italiano, frutto di un lavoro che ha impegnato per sei anni un’équipe di trenta grecisti, diretti dal professor Franco Montanari. Per il suo alto valore scientifico, il dizionario si inserisce degnamente nel ristretto panorama internazionale dei grandi lessici greci e contemporaneamente guarda con occhio attento al mondo della scuola Superiore tenendo presenti le esigenze degli studenti. Giunto nel 2004 alla sua seconda edizione, il GI conta circa 140.000 voci, tratte dalla letteratura arcaica, classica, ellenistica, dai testi di età imperiale e tardoantica, dalle opere dei primi secoli del Cristianesimo, dalle testimonianze di papiri ed epigrafi. Il vocabolario è arricchito da una Guida all’uso e Lessico di base, che intende avvicinare progressivamente chi affronta per la prima volta lo studio del greco alla corretta consultazione del GI, e di un CD-ROM, per un accesso agevole ed efficace all’ampio corpus, che costituisce un primato mondiale.

    Gli anni ’90 sono caratterizzati anche da un programma di acquisizioni e di ampliamento, dal punto di vista commerciale, dei titoli distribuiti che consentono alla Casa editrice di rafforzare la propria presenza nel settore scolastico italiano. Tale programma continua anche per tutti gli anni ‘2000.
    Nel 1993 Loescher Editore assorbe completamente la casa editrice Thema (di cui già deteneva una quota di partecipazione) ed Eliseo (1994); nel 1997 acquisisce la Marco Derva Editore di Napoli. È invece del 1998 l’acquisizione della distribuzione dei prodotti della prestigiosa Casa editrice G. D’Anna di Firenze (nel corso degli anni è cresciuta la quota di partecipazione in questa casa editrice fino a raggiungerne il controllo diretto nel 2009).

    Intanto inizia anche l’attività di distribuzione in Italia del settore dei libri per l’insegnamento delle lingue moderne di importanti editori stranieri come l’inglese Cambridge University Press (a partire dal 1993), la tedesca Klett (dal 1997). A queste vanno aggiunte le francesi Nathan (dal 2000 fino al 2008) e CLE International (dal 2008), la danese Ashehoug Dansk Forlag (dal 2001) con la collana Easy Readers (per i testi di narrativa in inglese, francese, spagnolo e tedesco), più recentemente l’austriaca Helbling Languages (dal 2009, per testi di inglese) e la spagnola enClave-ELE (dal 2009).
    Nel 2002 Loescher acquisisce il ramo d’azienda comprendente le edizioni scolastiche pubblicate con il marchio Jackson Libri del Gruppo Editoriale Futura e dal 2004 cura la promozione e la distribuzione dei libri di Mandese Editore oltre che di Alfa Edizioni (già dal 1999).
  • 1979-1989 / Libri innovativi e sempre più funzionali alle esigenze della scuola
    Legare didattica e cultura, scuola e ricerca, raccogliere le esigenze espresse dalla scuola, proporre strumenti innovativi sempre più funzionali alla pratica scolastica resta il criterio di fondo anche per questo decennio.
    Nel 1979 Loescher Editore inizia la pubblicazione de Il materiale e l’immaginario di Remo Ceserani e Lidia de Federicis, un corso di letteratura italiana in 10 volumi per le scuole superiori, che per la precisa proposta di rinnovamento didattico (con laboratori di analisi e di lavoro critico) si inserisce nella ricerca critica e storiografica dell’ultimo ventennio del ’900: pensata per la scuola, non si caratterizza soltanto per la sua precisa proposta di rinnovamento didattico, dà anche un suo contributo originale alla ricostruzione della storia culturale e letteraria e all’analisi dei testi. Per questo aspetto, nell’ambito della storia della letteratura, da più parti l’opera è stata salutata come «il meglio che si è fatto in Italia» (Gianfranco Corsini), e la prestigiosa «Romanistische Zeitschrift für Literaturgeschichte» ne sottolinea la novità e l’importanza dal punto di vista didattico: «È stato fatto ciò che nelle annose discussioni condotte in quasi tutti i Paesi europei sui metodi di insegnamento della letteratura emergeva sempre come un concetto utopico, ma appariva irraggiungibile come un miraggio». La produzione della prima edizione proseguì fino al 1983 e fu successivamente seguita dalla realizzazione di nuove edizioni: una rossa, una blu, con manuale e laboratorio di letteratura, e un Manuale di letteratura. Proseguendo il discorso di innovazione dei testi scolastici, Il materiale e l’immaginario si propose come «uno strumento didattico che trasformasse il vecchio manuale e la vecchia antologia in un laboratorio funzionale di analisi collettiva dei testi», secondo quanto si legge nella premessa. La critica accolse favorevolmente questa monumentale opera, lodandone la ricchezza, l’originalità e l’apertura verso la pratica interdisciplinare, auspicabile in una scuola moderna. Anche Il materiale e l’immaginario venne a rappresentare un termine di confronto imprescindibile per tutto il resto della successiva produzione editoriale italiana nell’ambito dei corsi di letteratura italiana per i trienni della scuola superiore: da allora in poi il lavoro sui testi è sempre stato considerato fondamentale per la comprensione critica delle opere, degli autori, dei movimenti.

    Il linguista Francesco Sabatini contribuì al catalogo Loescher per le medie con La lingua e il nostro mondo (1978) confluito poi in Lingua e linguaggi (1980); il lavoro si è allargato anche al biennio delle superiori con La comunicazione e gli usi della lingua (1984): il grande valore di queste grammatiche italiane è costituito dal fatto che Sabatini è riuscito a proporre una meditatissima risistemazione teorica dell’intera materia insieme a una straordinaria apertura sulla realtà, sulla lingua parlata di oggi, sulle varietà regionali, sulla comunicazione. Si tratta di testi ancora oggi apprezzati per avere offerto il primo tentativo di un’integrazione della riflessione grammaticale con l’analisi realistica della lingua, considerata nella sua varietà di forme, funzioni e usi.
    Nel 1981 uscì Società e comunicazione letteraria in Roma antica. Storia e testi di Gianfranco Gianotti e Adriano Pennacini: la storia della letteratura latina viene presentata in una ricostruzione globale che, ponendo l’opera al centro dell’attenzione, porta alla luce tutti gli elementi che vi si incontrano e tutte le connessioni che la legano ai vari aspetti del sistema sociale. Visto il successo ottenuto dall’opera, nel 1989 ne uscì anche un’edizione aggiornata in un poderoso volume unico nella collana “Loescher Università”.

    In questi anni nacque anche la prima collana dedicata specificamente all’università: “Loescher Università/Scienze sociali”, diretta da Massimo Livi Bacci, Claudio Napoleoni, Francesco Remotti, Pietro Rossi, Gian Luigi Vaccarino. Nacquero anche le collane “Conoscenza e Processi Educativi” diretta da Clotilde Pontecorvo e Lydia Tornatore (dedicata espressamente alle facoltà di magistero e agli istituti magistrali) e “La Sfinge”, rilevata dall’editore Guaraldi e diretta da Glauco Carloni, che trattava un argomento nuovo per la Casa editrice: la psicoanalisi.
    Dell’83 è il corso di storia dell’arte di Eleonora Bairati e Anna Finocchi intitolato Arte in Italia, di cui Ferdinando Bologna ha scritto: «Uno strumento di preparazione istituzionale da preferire a tutti gli altri ora disponibili da noi» e Gianni Romano: «L’insegnante trova qui per la prima volta la possibilità di legare lo studio dell’arte a un’esperienza visiva diretta dei documenti, senza per questo fare una storia di tutti i luoghi, ma imparando piuttosto come si studia la storia dell’arte e quello che si ha da studiare nella storia dell’arte». A questa è seguita una seconda edizione nel 1985 e una terza nel 1988, fino alle nuove opere del 1995, Arte in Occidente, e del 2000, Le ricche miniere.

    Per la scuola media inferiore, escono alcuni testi particolarmente significativi, che costituiscono una risposta puntuale ai nuovi orientamenti indicati dalla “piccola riforma” dei programmi (1979): ricordiamo qui un manuale di scienze e uno di storia.
    Il manuale di scienze La natura delle cose di Giuseppina Rinaudo e Flavia Pisani (1983) è una novità assoluta come impostazione: uno dei prodotti più “alti” che circolano oggi nella nostra scuola; proponendosi di dare ai ragazzi i concetti base della scienza moderna, espressi con un linguaggio molto semplice, ma – qui sta il punto – rigoroso e preciso.
    La storia in classe (1982), il primo schedario di storia pubblicato in Italia, e il successivo La storia (1985), testo a cui si accompagnano schede di lavoro, entrambi opera di Carlo Cartiglia, innovano sostanzialmente il modo di fare storia nella scuola media, introducendo le acquisizioni essenziali dell’ultima storiografia in forma filtrata e accessibile ai ragazzi.

    Negli anni ’80 Loescher dà avvio anche a un programma sistematico di pubblicazioni per l’apprendimento delle lingue straniere, in particolare dell’inglese.

    Nel campo dei dizionari, ricordiamo il Dizionario di parole nuove 1984-1987 di Michele A. Cortelazzo e Ugo Cardinale, best seller di quegli anni: le nuove parole della tecnica e della politica, del parlare di ogni giorno e dei linguaggi settoriali, censite ed esemplificate con il riferimento alle fonti.
  • 1970-1979 / Un nuovo modo di fare libri per la scuola
    Sempre sotto la direzione editoriale di Maria Laura Gardoncini dopo il 1970 si va sempre più precisando la politica culturale della Casa editrice: elevare il livello dei libri scolastici di ogni grado, ampliarne gli orizzonti, tenendo conto delle linee di tendenza emergenti nella scuola e nel dibattito sulla scuola. Diventa esigenza primaria quella di collegare tutti i testi scolastici al lavoro, essenzialmente critico, della ricerca, ma senza venir meno ai criteri di specificità e fruibilità didattica che sono propri del genere.
    Accanto ai testi istituzionali, si propongono anche strumenti nuovi, non rigidamente legati alle materie quali si sono finora configurate, e progettati in base alle esigenze di una formazione – sia storico-critica sia scientifica – adeguata in primo luogo allo stato attuale delle conoscenze più che alla “lettera” dei programmi. L’interesse si concentra su alcuni settori: storia, scienze sociali, pedagogia, e – in prospettiva – educazione scientifica. Ai testi istituzionali si affiancarono quindi opere flessibili e innovative, che offrivano al mondo della scuola nuovi stimoli per una didattica aggiornata. Nel 1970, una prima “verifica” concreta di questa linea editoriale è data da un libro di storia per la scuola media di grande successo, diverso dai soliti schemi e che inizia in certo modo un nuovo corso nel genere. Si intitola La storia e i suoi problemi e ne sono autori due insegnanti, Franco Di Tondo e Giorgio Guadagni. Criterio di base: agli studenti vengono offerti i dati di un problema senza che ne venga preconfezionata la soluzione. Dietro il libro c’è un lungo lavoro di ricerca pedagogica, di aggiornamento culturale, di confronto con i metodi e i materiali didattici in uso in vari Paesi. Nel corso di una polemica intorno ai libri di testo, Lucio Lombardo Radice su «Riforma della scuola» lo cita come un esempio di manuale scolastico da salvare. Gianni Rodari, su «Paese Sera», lo definisce «non un catechismo da far ripetere, ma un manuale su cui organizzare un più ampio lavoro» e aggiunge: «Augurargli una larga diffusione significa augurare alla scuola italiana un reale rinnovamento dei suoi metodi».
    Nel 1972 venne fondata la «Rivista di storia contemporanea», che si prefiggeva di occuparsi dei problemi che la società poneva agli storici. Non vi è un direttore, ma un comitato di direzione, inizialmente composto da Valerio Castronovo, Enzo Collotti, Enrica Collotti Pischel, Luciano Foa, Guido Neppi Modona, Guido Quazza, Giorgio Rochat, Massimo L. Salvadori, Gianni Sofri, Nicola Tranfaglia. Nel ’77 ne escono Castronovo, Salvadori e Tranfaglia; nel ’78 entrano Claudio Pavone, Aldo Natoli, Mariuccia Salvati.
    Nel 1973 presero il via due collane: “Scienze Sociali” e “Documenti della Storia”. Sia la prima, diretta da Pietro Rossi, sia la seconda, diretta da Massimo L. Salvadori si ispirano a una stessa formula: antologie, curate da specialisti, incentrate su problemi, fatti, periodi (non su singole figure), il formato e il prezzo si avvicinano a quelli dei tascabili; si rivolgono in primo luogo agli studenti delle classi secondarie superioni, ma suscitano un notevole interesse anche fuori della scuola e si comincia a richiederli sempre più di frequente in libreria, come normali libri di varia. Certi soggetti in particolare, legati a temi di grande attualità, riscuotono uno straordinario interesse: è il caso per esempio del libro Sindacati e lotte operaie 1943-73, di Vittorio Foa (“Documenti della storia”).
    Nel 1973 era uscita Lettura e ricerca, un’antologia italiana per la scuola media che rompeva decisamente cori lo schema classico dell’antologia tradizionale. Nasce dalla collaborazione fra un pedagogista (De Bartolomeis) e tre insegnanti (Lydia De Federicis, Laura Marchiaro, Giuliana Tedeschi). I materiali sono costruiti in vista di una lettura non casuale, il lavoro sui testi è programmato (schemi guida per la lettura della poesia, della narrativa, della saggistica; modelli per l’osservazione; indicazioni per la corretta formulazione di un questionario, e così via). In una severa indagine sui testi scolastici italiani (I supertesti della cultura media, Guaraldi) a proposito di Lettura e ricerca si scrive: «È la prima volta che si dà una chiave, o meglio una griglia per portare avanti la ricerca. Sperimentata la griglia ha funzionato bene: ragazzi “muti” hanno cominciato a parlare». Il successo dell’antologia tale che, dopo breve tempo, se ne fa una nuova edizione in formato economico.
    A partire dal 1974 la casa editrice avviò “Scienze dell’Educazione”, collana diretta da Maria Corda Costa che proponeva contributi di pedagogisti italiani e stranieri utili agli insegnanti. Il filone di studi pedagogici e sociologici viene continuato dalla successiva collana “Pedagogia” (dal 1978) diretta da Lydia Tornatore e Paolo Rossi.
    Il programma di rinnovamento del testo scolastico prosegue con la pubblicazione di un corso di geografia per la scuola media, La geografia e i suoi problemi (1975). È frutto di un lavoro di équipe, diretto da Lydia Tornatore e partito da esperienze compiute nella Scuola-Città Pestalozzi di Firenze (di cui la Tornatore era direttrice). È molto diverso dai libri analoghi circolanti (tanto che parecchi insegnanti ne restano all’inizio sconcertati). Si configura non come libro da leggere e memorizzare ma come un libro di lavoro, con un quadro di riferimento ricchissimo di dati. Collegandosi al processo di rivalutazione dello studio geografico, si poneva come un punto di confronto obbligato per i testi che sarebbero usciti in seguito.
    Nel ’74 inizia la collana “Scienze dell’educazione”, diretta da Maria Corda Costa. Raccoglie testi italiani e stranieri intesi a fornire una guida concreta per l’attività degli insegnanti dei vari gradi. I temi sono quelli più attuali e vivi dei dibattito pedagogico odierno: valutazione, sperimentazione, creatività, psicologia dell’educazione, insegnamento individualizzato, ecc. Fra gli autori stranieri tradotti Piaget e alcuni fra i più famosi pedagogisti americani, da Guilford a Bruner, a J. H. Block.
    Nel 1975 Loescher Editore inizia a curare l’adattamento per il mercato scolastico di alcune opere narrative della Casa editrice Feltrinelli, tra le quali figurano alcuni best-seller di fama internazionale, come La casa degli spiriti di Isabel Allende, Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, L’amico ritrovato di Fred Uhlman, La mia Africa di Karen Blixen ecc. La collaborazione continua ancora oggi (tra gli ultimi titoli ricordiamo Diario di scuola di Daniel Pennac).
    Nel 1976 Pietro Rossi fonda la collana “Filosofia” costituita da antologie incentrate su problemi e indirizzi, e solo eccezionalmente su singole figure, in formato quasi tascabile.
    Sempre nel ’76 esce la Storia dell’età contemporanea. Dalla restaurazione all’eurocomunismo di Massimo L. Salvadori, un’opera di grande respiro che, scostandosi dalla norma della Casa editrice, non ha una connotazione strettamente scolastica. Nella storiografia italiana è la prima sintesi mondiale di storia contemporanea.
    Dal 1977 si iniziò a pubblicare “Economia Politica” diretta da Claudio Napoleoni, collana in forma antologica come le precedenti. Il suo scopo era quello di tracciare una storia del pensiero economico dal ‘700 in poi.
    Verso la fine del ’77 escono i primi volumi di una nuova collana, “Economia politica”, diretta da Claudio Napoleoni. La formula è antologica, come nelle collane già viste di filosofia, scienze sociali, storia, e il programma è quello di tracciare in sintesi una storia del pensiero economico, dal ‘700 ad oggi, attraverso i testi.
    Inoltre nel 1977 si gettano le basi per altre iniziative di notevole impegno tra cui l’apertura verso settori “nuovi” per la Casa editrice, come quello dell’educazione scientifica. Nel 1978 vengono fondate le collane “Storia della scienza”, diretta da Paolo Rossi, e “Argomenti di scienze”, diretta da Giulio Cortini. Nel ’79 escono i primi volumi della collana “Quaderni scientifici Loescher”, diretta da Franco Ricca.
  • 1960-1970 / La ricerca incontra la scuola
    Dopo il 1960 la produzione registra nel complesso un netto salto di qualità rispetto a quella precedente: vi è di nuovo una vera programmazione editoriale, definita in modo organico e quanto più possibile “scientifico”, con il contributo di esperti e di studiosi delle varie discipline. Si cerca di fornire, per tutti livelli di studio della fascia secondaria, libri che siano strumenti rigorosi, aggiornati, di alto livello. Nei vari campi, si ricerca la collaborazione di studiosi qualificati: ricordiamo ad esempio Antonio La Penna, Scevola Mariotti (latino); Maria Corda Costa, Aldo Visalberghi, Francesco De Bartolomeis (pedagogia); Pietro Rossi (filosofia); Massimo L. Salvadori (storia). Il catalogo si fece quindi particolarmente ricco sia per il numero sia per le qualità delle iniziative, tutte accomunate dallo sforzo di mettere in contatto il mondo della ricerca con quello della scuola. Intanto, all’inizio degli anni Sessanta Beppe Pavia passa il testimone della direzione della Casa editrice al figlio Maurizio che reggerà l’azienda fino al 1989. Nel 1963 Maria Corda Costa e Aldo Visalberghi (due nomi fra i più insigni nel campo della pedagogia non solo italiana) iniziarono a dirigere La Ricerca, un’enciclopedia formata da monografie (alla fine risulteranno un’ottantina di volumi), aventi come oggetto argomenti inerenti ai programmi scolastici delle medie, con lo scopo di aiutare i ragazzi nelle ricerche. Il pubblico a cui i volumi erano destinati si allargò, fino a comprendere anche adulti che frequentavano i corsi delle 150 ore. Parallelamente, per informare e aggiornare gli insegnanti, venne fondata la rivista «La Ricerca» la cui pubblicazione continuò fino al 1996.

    Nel 1966 uscì una delle più importanti opere lessicografiche della Casa: IL Vocabolario della lingua latina di Luigi Castiglioni e di Scevola Mariotti, destinato (e qui sta la sua novità) sia ai principianti sia agli studenti di grado avanzato e agli stessi docenti: 47.000 voci latine, 30.000 voci italiane, una documentazione testuale amplissima. È opera di un’équipe di specialisti che hanno lavorato per 15 anni sotto la direzione dei due insigni latinisti. Ha tutte le caratteristiche di una grandiosa impresa lessicografica e Alfredo Schiaffini, presentandola all’Accademia dei Lincei, osservava: «Il Castiglioni-Mariotti è oggi il vocabolario più importante della lingua latina».
    Ancora nel campo degli studi classici, nel ’68 viene iniziata la collana “Testi e crestomazie”, diretta da Scevola Mariotti: testi latini e greci introdotti e annotati per le scuole secondarie superiori. L’apparato esegetico, estremamente chiaro ed esauriente sia sul piano interpretativo che linguistico-grammaticale, intende rispondere alle specifiche esigenze degli allievi che giungono ormai nelle scuole superiori digiuni o quasi di latino.
    Nelle edizioni Loescher, nel corso della storia della Casa editrice, sono uscite oltre 20 collane, legate a discipline diverse (pedagogia, filosofia, scienze sociali, storia, scienze, storia della scienza, economia, letteratura italiana, letteratura inglese, letteratura francese, lettere classiche, cinema, narrativa per ragazzi, psicoanalisi).
  • 1950-1960 / Dal nome Chiantore si ritorna a Loescher e si comincia a ricostruire il catalogo
    A partire dagli anni ’50 la Casa editrice riacquista definitivamente un assetto stabile e il suo gruppo dirigente (entro cui comincia ad operare Maria Laura Gardoncini, vera animatrice delle sorti della Loescher fino a metà degli anni ’90) si può dedicare a una progettazione e a una programmazione editoriale di più ampio respiro. Segno dei mutati tempi, anche la denominazione della Casa editrice ritorna alle origini: nel 1952 da “Giovanni Chiantore” viene modificata in “Loescher-Chiantore” e nel ’54 diventa “Casa editrice Loescher” (denominazione che rimane invariata fino al 1979, quando la ragione sociale diventerà “Loescher Editore”).
    Nel 1950 esce la Grammatica italiana di Salvatore Battaglia e Vincenzo Pernicone, per le classi superiori: un’opera di alto livello (ancora oggi considerata tra le migliori grammatiche storiche dell’italiano moderno).
    Nel 1957 viene fondata la collana “Classici della filosofia” diretta da Franco Lombardi. Nel ’59 escono i primi volumi della collana di “Filosofia, pedagogia e didattica”, diretta da Francesco De Bartolomeis. La collana accoglie contributi italiani e stranieri, che concorrono a tracciare tappe essenziali dello sviluppo del pensiero pedagogico moderno e contemporaneo, con contributi dello stesso De Bartolomeis su problemi di metodo, scuola attiva, rinnovamento della scuola primaria: tra le prime case editrici a dedicarsi in modo sistematico alle problematiche pedagogiche e didattiche, Loescher inizia un filone di ricerca che si consoliderà nei decenni successivi e impregnerà di sé la produzione scolastica, facendo della Casa editrice un punto di riferimento autorevole nell’ambito del rinnovamento dei libri per la scuola. La collana “Filosofia, pedagogia e didattica”darà origine nel 1968 a una nuova serie (“Attualità pedagogiche”), la quale si propone da una parte di presentare con nuove caratteristiche operative gli strumenti didattici e dall’altra di offrire un quadro delle specializzazioni della pedagogia riguardanti situazioni educative diverse da quelle scolastiche. I temi sono attuali: valutazione, orientamento professionale, rapporto tra provenienza sociale e carriera scolastica, insegnamento di gruppo, educazione individualizzata, ecc. Fra gli autori presentati, Osterrieth, Piaget, Block, Shaplin, Husén.
    Nel 1958 intanto è uscita una grammatica italiana per la scuola media inferiore che nel suo genere è “rivoluzionaria”, anticipando gli orientamenti e la linea didattica dei programmi che entreranno in vigore con la scuola dell’obbligo: Grammatica e vita di Luisa Monti. Il libro ha un’impostazione “attiva”, si discosta anche nel linguaggio dal cliché della grammatica tradizionale e ottiene un grande successo. A partire da questo momento l’impegno della Loescher nel settore della scuola media diventa sempre maggiore e con una precisa connotazione di adesione ai criteri di fondo della didattica moderna. Nel 1959 viene fondata la collana dei “Classici italiani” diretta da Mario Fubini: fra gli autori presentati Ariosto e Tasso, Leopardi e Foscolo, Manzoni e Nievo; fra i curatori, oltre lo stesso Fubini, Lanfranco Caretti, Fredi Chiappelli, Ettore Bonora.
  • 1942-1950 / Inizia l’era della gestione della famiglia Pavia
    Nel 1942 la Casa editrice fu acquistata da Giuseppe Pavia, che la usò anche come copertura per stampare materiale antifascista.
    Giuseppe (Beppe) Pavia (Quarto dei Mille, 1901 - Losanna 1971) giunse in Casa editrice nel 1942, anno in cui ne divenne proprietario, presidente e direttore. Nato in una famiglia di ricchi banchieri ebrei, iniziò gli studi di medicina, che poi interruppe per trasferirsi in Africa. Ritornò nel 1938, dopo aver viaggiato molto nel continente africano. In patria lo accolsero non poche difficoltà, legate soprattutto alle sue origini ebraiche. Divenne ben presto un elemento di spicco della lotta partigiana sia nascondendo persone nella sua casa di Monteluce, sia utilizzando la tipografia della Casa editrice per stampare documenti falsi. Venne arrestato dalle SS a Torino, dove si era recato clandestinamente, ma riuscì a scampare alla deportazione e a farsi rilasciare.
    Nel periodo in cui Giuseppe Pavia non aveva potuto operare in prima persona per la sua Casa editrice a causa delle leggi razziali, ne diventò direttore con partecipazione azionaria Angelo Barrera. Quest’ultimo, libraio antiquario, entrò in Loescher nel 1943, dove istituì anche una sezione di antiquariato che si chiuse nel 1948, anno in cui si risolse la sua partecipazione nella Casa editrice.
    Durante la guerra non solo l’editore fu perseguitato, ma anche i locali stessi furono devastati durante le incursioni aeree del 18 e 20 novembre 1942. In tale occasione venne irrimediabilmente danneggiata un’intera ala del palazzo che ospita la sede e gran parte dell’archivio e della biblioteca andarono distrutti; la Casa editrice si vide costretta ad una sistemazione provvisoria dapprima a Pettinengo (Biella) e poi a Torino (in via Pomba 23 e in via Palmieri 23). Fatti i necessari restauri, la sede poté tornare al numero 18 di via Vittorio Amedeo II, dove si era stabilita a partire dal 1° maggio 1897 e dove è tuttora.

    Alla fine della guerra, l’attività riprese non senza difficoltà. Nel 1947 Pavia restituì la prima ragione sociale alla casa editrice e tra le prime iniziative vi fu la pubblicazione di libri d’arte, di testi dedicati all’infanzia e di scritti politici, questi ultimi raccolti nella collana “Città del Sole” (1945), diretta dal filosofo e giurista torinese Norberto Bobbio. Anche per volere di Giuseppe Pavia la produzione si rivolse ben presto di nuovo alla scuola secondaria (medie e superiori), ambito nel quale la Casa si era già affermata, e vennero abbandonate le altre strade da poco intraprese.

    Nei decenni seguenti la “Biblioteca di pedagogia” diretta da Francesco De Bartolomeis, uno dei padri della moderna pedagogia in Italia, e la “Biblioteca di classici della filosofia” diretta da Pietro Rossi rappresentarono collane di grande importanza per la cultura e la scuola italiane. La saggistica letteraria vedeva la collaborazione di figure come Salvatore Battaglia, Mario Fubini, Ettore Bonora.

    Si pubblicavano anche libri di arte; venne fondata la collezione “Artisti italiani contemporanei”, che però si fermò dopo i primi quattro volumi (Casorati, De Pisis, Morandi, Bartolini); Carlo Ludovico Ragghianti curò un ponderoso volume sull’Impressionismo; l’architetto Carlo Mollino pubblicò un altro massiccio volume di fotografie artistiche, Il messaggio della camera oscura (in cui sono presenti anche documenti fotografici importanti, come quelli di Man Ray).
    Si puntò molto anche sulla letteratura per l’infanzia: venne creata prima la collana “Il Centauro”, di libri per bambini e ragazzi; poi la “Biblioteca del mago Merlino” (1948) e la serie dei romanzi di Verne, infine nel ‘49 la collana “Ai quattro venti” (traduzioni di Scott, Verne, Wells, Erkmann-Chatrian, George Sand, Malot, Stevenson e altri).
    Queste iniziative nuove, extrascolastiche, vennero via via lasciate cadere: le prime ad essere abbandonate sono le pubblicazioni di arte, molto costose e che, in quei primi anni del dopoguerra, incontravano particolari difficoltà tecniche. Gradualmente la produzione venne di nuovo orientata in modo sempre più netto verso la fascia della scuola secondaria.
  • 1918-1942 / La casa editrice Loescher-Chiantore consolida sempre più la propria vocazione scolastica
    Sofia Rauchenegger, quando morì nel 1918, lasciò in eredità (con una successione testamentaria) la Casa editrice a Giovanni Chiantore che era già procuratore dell’azienda. Chiantore aggiunse il proprio nome a quello originario della ditta (la denominazione ufficiale divenne “Casa editrice Giovanni Chiantore successore Ermanno Loescher”) e la diresse fino al 1922, anno della sua morte, alla quale seguì una serie di trasformazioni della società in accomandita, poi in società anonima e poi di nuovo in accomandita. La direzione dal 1924 al 1935 fu tenuta dal socio Giuseppe Gambino e dal 1936 al 1942 dal socio Mario Castagno. Con il passare degli anni si perde definitivamente anche il nome Loescher nel marchio (ritornerà dopo trent’anni, nel 1952).
    La storia della Casa editrice sotto la direzione di Giovanni Chiantore e successivamente di Giuseppe Gambino è forse meno vivace, soprattutto se confrontata con la feconda attività che aveva caratterizzato la produzione del primo cinquantennio.
    Non mancano pubblicazioni importanti e significative come gli studi del filologo Augusto Rostagni o del linguista Benvenuto Terracini, o come i celebri resoconti delle campagne archeologiche dell’egittologo Ernesto Schiaparelli: costui nel 1903 aveva avviato una campagna di scavi in Egitto che proseguirà fino al 1920. Presso Loescher Schiaparelli aveva già pubblicato nel 1882 Il libro dei funerali degli antichi Egiziani corredato da un prezioso atlante di trascrizioni di iscrizioni; tra il 1925 e il ‘27 pubblica gli esiti dei suoi scavi, tra cui si trova la celebre tomba di Kha, uno dei fiori all’occhiello del Museo Egizio di Torino.
    Per il resto in Casa editrice non vi sono grandi iniziative; si ristampano i titoli in catalogo, si prosegue la pubblicazione delle riviste (oltre al «Giornale storico» e alla «Rivista di filologia», anche il «Bollettino di filologia classica», l’«Archivio glottologico italiano» e gli «Studi medioevali»). Si porta avanti peraltro un buon lavoro nell’ambito delle pubblicazioni scolastiche: quest’ultimo settore diventerà via via prevalente.
    Il settore della varia, che pure era stato l’asse portante della Casa editrice non viene potenziato. Nel settore scolastico, si allarga la produzione destinata alla fascia delle medie inferiori.
    Nel 1937 esce la prima edizione di un testo per le scuole ginnasiali (medie) che sarà per molti anni un bestseller (e una delle principali fonti di entrate per la Casa editrice): il Corso di geografia di Giuseppe Nangeroni, docente di geografia all’Università Cattolica di Milano; questo libro avrà innumerevoli ristampe e riedizioni fino alla fine degli anni ’70.
  • 1892-1918 / L’eredità di H. Loescher: la gestione di Sofia Rauchenegger con Arturo Graf
    Quando Hermann Loescher morì nel 1892, a 61 anni, prese in mano le redini dell’azienda la moglie Sofia Rauchenegger, che sposò in seconde nozze il poeta e critico letterario Arturo Graf, già consulente della Casa editrice nonché condirettore del «Giornale storico della letteratura italiana». Nel 1904 viene fondata la rivista scientifica «Studi medioevali».
    Sempre nei primi anni del ’900 inizia la collaborazione in Casa editrice Giovanni Chiantore, destinato a ricoprire nell’impresa ruoli sempre più importanti fino a divenirne il proprietario.
    In quegli anni la Biblioteca di cultura diretta da Augusto Rostagni e la Biblioteca loescheriana rappresentarono alcuni punti fermi della cultura umanistica italiana. A partire da quel periodo collaborano con la casa editrice figure di spicco come Maria Montessori, linguisti come Angelo Monteverdi, Matteo Giulio Bartoli e Benvenuto Terracini. A questo proposito va ricordata la traduzione per i tipi di Loescher che il linguista Matteo Giulio Bartoli fa della importantissima Grammatica storico-comparata della lingua italiana e dei dialetti toscani di Wilhelm Meyer-Lübke.

    Loescher era diventato anche l’editore di riferimento per gli atti e i bollettini di due importantissime istituzioni scientifiche: la prestigiosa Regia Accademia delle Scienze di Torino e la ben nota Reale Accademia Nazionale dei Lincei.
  • 1870-1892 / Nascono le riviste scientifiche e la collana dei classici
    Contrariamente alla fama di editore di testi classici che poi accompagnò sempre Loescher, nei primi anni di attività della Casa editrice gli interessi filologici non furono prevalenti. Anzi, soltanto a partire dagli anni ’70 il catalogo si arricchisce di alcuni significativi testi di ambito classicistico, insieme a titoli di letteratura italiana e straniera, di storia, di giurisprudenza e di scienze sociali. Nondimeno i libri scientifici continuarono a fare la loro parte, spaziando dalla medicina alla biologia, dalla geografia alla zoologia, dalla botanica alla fisica, dalla chimica alla matematica, dalla tecnologia alle scienze applicate, ai manuali d’uso (come il volumetto sul funzionamento delle locomotive a vapore, fornito anche in versione rinforzata ad uso dei macchinisti in servizio!).
    Per la geografia ricordiamo in particolare le opere di Luigi Hugues, docente nell’ateneo torinese, studioso fortemente orientato alla didattica della geografia e alla storia delle scoperte geografiche, soprattutto con contributi su Vespucci, e sulla geografia antica, tra cui Tolomeo, Strabone, Erodoto. Per la botanica il nome fondamentale rimane quella del praghese I. Pokorny, la cui importante opera di classificazione dei vegetali vide numerose edizioni. Nel campo della matematica l’autore di maggior rilievo del periodo è indubbiamente Giuseppe Peano, matematico e logico, che elaborò uno dei più completi e rigorosi simbolismi, alla base della maggioranza dei sistemi simbolici attualmente esistenti.
    Accanto alla pubblicazione dei testi di varia, esiste anche una produzione di titoli di narrativa, molti dei quali traduzioni di poemi e romanzi di lingua inglese e tedesca. Si possono qui ricordare le edizioni delle opere letterarie di Arturo Graf e una curiosità editoriale: nel 1872 Loescher pubblica in coedizione con l’inglese Macmillian la prima traduzione italiana di Alice’s Adventures in Wonderland con il titolo di Avventure d’Alice nel paese delle meraviglie per Lewis Carroll; fu lo stesso Lewis Carroll a mettere in contatto il suo editore inglese Macmillian con Hermann Loescher, scrivendone come di «my Italian friend».
    Un panorama abbastanza esauriente del primo periodo di attività è possibile ritrovarlo nel catalogo generale del 1911, al quale è premessa una presentazione dovuta probabilmente ad Arturo Graf. In realtà sappiamo che molti testi, pur regolarmente pubblicati dalla Casa editrice, non trovarono menzione in quel catalogo generale.

    Un’attenzione particolare meritano le riviste scientifiche, perché rappresentarono un importante progetto editoriale: esse infatti consentirono di catalizzare intorno alla Casa editrice studiosi e intellettuali di rango che, oltre al prestigio, assicuravano all’editore nuovi titoli di elevato livello contenutistico. In particolare Hermann Loescher inaugurò in questo periodo tre riviste che avrebbero avuto un’importanza fondamentale per la cultura italiana, perché, improntate allo spirito positivista, imponevano in Italia un rinnovamento degli studi:
    1) in linea con le altre opere di argomento classicistico già in catalogo, fu la pubblicazione a partire dal 1872 della «Rivista di Filologia e d’Istruzione Classica» diretta dal linguista Domenico Pezzi e dal filologo Giuseppe Müller, prima rivista scientifica italiana dedicata agli studi sul mondo greco e latino;
    2) gli interessi filologici si ampliarono ben presto anche all’italiano e portarono nel 1873 all’uscita de «L’Archivio Glottologico Italiano», prima rivista in Italia a dedicarsi alla linguistica storico-comparata e allo studio dei dialetti; sul primo numero della rivista usciva il famoso saggio di Graziadio Isaia Ascoli che si opponeva alle proposte di Manzoni sulla lingua italiana;
    3) sulla linea delle due precedenti riviste si pose anche il «Giornale storico della letteratura italiana» fondato nel 1883 da Arturo Graf, Francesco Novati e Rodolfo Renier.
    La «Rivista di filologia e di istruzione classica» e il «Giornale storico della letteratura italiana» sono ancor oggi pubblicati da Loescher. L’interesse per i periodici di carattere scientifico non si fermò a queste tre maggiori riviste: nel corso infatti dell’ultimo quarto dell’800 e ancora all’inizio del ‘900 vennero pubblicata diverse altre riviste, tra le quali meritano di essere ricordate, proprio per le precise scelte editoriali, il «Bollettino di filologia classica» (1894) e la «Rivista di filologia romanza» (1873) che continua con il titolo di «Studi di filologia romanza» (1884), e poi ancora, con rinnovato vigore, sotto il nuovo titolo di «Studi medioevali» (1904).
    Non si può negare l’importanza della figura dell’editore, che seppe avvalersi, all’interno di un ben ponderato programma, di collaboratori eccellenti. Ad esempio, affidò la direzione de «L’Archivio Glottologico Italiano» a Graziadio Isaia Ascoli (Gorizia 1829 - Milano 1907), professore di linguistica all’Accademia scientifico-letteraria di Milano dal 1861, il quale raggiunse fama internazionale con i suoi studi sull’indoeuropeo e riuscì, tramite la rivista, a dare impulso agli studi di dialettologia. Analogo discorso vale per il «Giornale storico della letteratura italiana» alla cui direzione troviamo il poeta e critico letterario Arturo Graf (Atene 1848 - Torino 1913), allievo di Francesco De Sanctis a Napoli, già professore di letteratura italiana all’Università di Roma e dal 1871 in quella di Torino.

    È facile supporre che anche grazie alle favorevoli condizioni determinate dalla presenza della prestigiosa «Rivista di Filologia e d’Istruzione Classica», Loescher nel 1884 dà inizio alla fortunata “Collezione di Classici Greci e Latini”, la più importante collana editoriale del settore, per anni insostituibile strumento degli studi classici in Italia. I commenti in italiano, a volte basati su quelli tedeschi e a volte invece sono del tutto originali, furono affidati a valenti studiosi. Citiamo solo alcuni fra i curatori di quei volumi: Carlo Giussani, Luigi Valmaggi, Ettore Stampini, Vincenzo Inama, Vittore Ussani, Gaetano De Sanctis, e ancora, in tempi via via più recenti, Remigio Sabbadini, Concetto Marchesi, Luigi Castiglioni, Mario Untersteiner, Bruno Lavagnini, Augusto Rostagni, Francesco Della Corte. Nel campo della filologia, e soprattutto della filologia classica, la Casa editrice Loescher ebbe in Italia un ruolo molto importante di apertura verso le grandi correnti della cultura europea e tedesca in particolare (allora la Germania era al primo posto negli studi accademico-scientifici).
  • 1861-1870 / L’avvio dell’attività di Hermann Loescher: da libraio editore a editore puro
    La casa editrice Loescher viene fondata nel 1861 a Torino, nello stesso anno e luogo in cui si proclama il Regno d’Italia. La storia della Loescher corre parallela a quella dell’Italia unita, seguendone da vicino le tappe salienti, come sembra suggerire l’apertura di sedi a Firenze (1865) e poi Roma (1870) in occasione del trasferimento della capitale. È certamente curioso osservare che a fondare una delle più prestigiose case editrici italiane sia stato un tedesco, Hermann Loescher, che acquistò la cittadinanza italiana solo in un secondo tempo. Non si può stabilire con precisione che cosa attirò a Torino l’allora trentenne Hermann Loescher, che acquistò nel 1861 la libreria internazionale che già era appartenuta a un suo connazionale, Gustav Hahmann. La libreria, da allora chiamata “Loescher-Clausen”, era situata in via Carlo Alberto 5 e poi si trasferì nel palazzo dell’Università in via Po 19. Si può supporre però che la neonata capitale italiana avesse molto da offrire al giovane libraio, che, dopo avere operato in ambito editoriale a Lipsia, a Magdeburgo, e in alcune città dell’Impero austroungarico come Praga, Vienna e Gorizia, si stabilì definitivamente a Torino. Qui seppe farsi diffusore della cultura europea (e tedesca in primis) attraverso la distribuzione di testi in lingua originale e talvolta approntando le prime traduzioni in italiano. Servì regolarmente la Casa reale, l’Accademia delle Scienze e altre istituzioni scientifiche. La libreria rimase per decenni un centro culturale straordinario per la città, luogo imprescindibile per filosofi come Friedrich Nietzsche (che in una lettera ne parla in termini lusinghieri definendola «un’ottima libreria trilingue») e, qualche decennio dopo, Piero Martinetti. Lo spostamento della sede nel palazzo dell’Università (della quale Loescher divenne anche fornitore ufficiale) offrì un ottimo e ulteriore spunto per consolidare la nascente attività editoriale allargandone i campi di interesse e portando in pochi anni la Casa editrice ad assumere un’importanza rilevante all’interno della produzione culturale italiana: a buon diritto si può affermare che Loescher abbia avuto nei decenni a cavallo tra Otto e Novecento un ruolo significativo nella formazione della cultura post-unitaria, nella sprovincializzazione degli studi superiori e nell’apertura verso la cultura europea.
    Hermann Loescher, pronipote del grande editore tedesco Benedictus Gotthelf Teubner, specializzato nelle edizioni di testi classici, seguì le orme dell’antenato iniziando a pubblicare i primi testi nel 1861. Ponte ideale tra la Germania e l’Italia, mantenne i contatti con la prestigiosa Casa editrice tedesca e pubblicò la traduzione italiana di opere importanti di varie discipline tra cui ne ricordiamo due fondamentali per lo studio delle lingue classiche: la grammatica greca di Ernst Curtius e quella latina di Ferdinand Schultz.
    L’anima “classicista” della Casa editrice trovava riscontro non solo nella storia della famiglia del fondatore (il succitato Teubner era allora – e lo sarà ancora molto a lungo – il più importante editore a livello internazionale di testi greci e latini), ma anche nella concentrazione a Torino di tipografi provvisti di caratteri greci che non aveva uguali nel resto del Regno.
    Accanto alla vocazione umanistica della casa editrice, Hermann Loescher fu attento a sviluppare anche il settore delle pubblicazioni di argomento scientifico, in particolare di biologia, di medicina e delle scienze applicate: segno questo che un editore forse non poteva permettersi il lusso di specializzarsi troppo, ma anche traccia di un piano editoriale che prevedeva un buon bilanciamento tra ambito umanistico, ambito scientifico teorico e ambito delle scienze applicate, in accordo con la visione positivista che in quel momento si caratterizzava nel panorama culturale come fortemente innovativa. Per questi motivi, già nei primi anni di attività la Casa editrice apriva un importante programma di traduzione di testi di scienze naturali, di scienze pure e di medicina che facevano conoscere in Italia le teorie e le ricerche positiviste: tra gli altri, pubblicò opere di Jacob Moleschott, una figura fondamentale per lo studio delle scienze a Torino.



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