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QdR Didattica e Letteratura 6. Per leggere i classici del Novecento

Questo nuovo Quaderno della collana "Didattica della letteratura", a cura di Francesca Latini e di Simone Giusti, propone ventidue tra commenti e letture interpretative di opere narrative e poetiche della tradizione letteraria novecentesca.

Premessa dei curatori

L’antologia qui proposta è il frutto di una selezione di letture interpretative e di veri e propri commenti che nel corso di un quindicennio sono apparsi su «Per leggere», rivista semestrale, fondata nel 2001, ancora ostinatamente in vita e perseverante nella sua linea di condotta. Riponendo da sempre in queste due fondamentali prassi ermeneutiche la propria idea di critica letteraria, programma che è possibile rinnovare di anno in anno grazie ai tanti lavori che ci vengono inviati (segno di una volontà ancora forte di occuparsi di studi umanistici), la direzione si dichiara convinta che la prima sana abitudine per avvicinare un testo rimanga quella di godere di un’opera innanzitutto come suoi lettori.
I saggi selezionati sono tutti studi dedicati a testi novecenteschi. L’arco temporale da questi coperto è ampio, ma la scelta è stata intenzionalmente limitata ad autori a pieno titolo appartenenti al XX secolo. Dunque, se è difficile trovare un contributo, soprattutto tra quelli riguardanti opere in versi, in cui non si facciano i conti col magistero pascoliano e dannunziano, i due poeti che, pur modelli professati o discussi di tanta lirica del Novecento, ebbero una genesi formativa ottocentesca, sono stati di proposito esclusi dalla raccolta. L’antologia si apre invece nel nome di Guido Gozzano e si chiude (anagrafi camente) su quello di Fabio Pusterla; pertanto se l’inizio è stato collocato nel pieno Novecento (del poeta piemontese si propone una lectio di Invernale, lirica apparsa per la prima volta su «La Lettura» nel 1910 – la cronologia a cui ci si è attenuti è quella della prima pubblicazione dei testi, o piuttosto del loro inserimento entro il corpus organico di destinazione, la raccolta designata a ospitare il componimento o il racconto, criterio ben più utile per seguire progressivamente l’ideale percorso segnato dalle opere che non un prospetto prettamente anagrafico degli autori), abbiamo incluso alcuni protagonisti della scena letteraria del XXI secolo (come Raboni e Zanzotto), di cui tre viventi (De Angelis, Magrelli, Pusterla).
Componendosi lo zibaldone di esercizi che o accompagnano, in quanto commenti, il testo con note non di semplice servizio, ma di grande spessore critico, o, in forma di lettura, ne ripercorrono le dinamiche narrative, ne analizzano il lessico e la sintassi, ne rintracciano il dialogo più o meno scoperto con altri letterati, i testi in prosa sono di necessità rappresentati solo da racconti (L’avventura di uno sciatore di Calvino, Un altro muro di Fenoglio, Ferro di Levi), parti talvolta di un organismo integrale a cui comunque l’analisi fa doveroso riferimento.
All’interno della silloge abbiamo dato poi accoglienza – a nostro parere debitamente – anche ad Amerigo di Guccini, il testo di un cantautore, che, proprio perché, a norma di una catalogazione ‘purista’, non inventariabile quale componimento lirico, permetterà al lettore di comprendere la direzione verso cui ci siamo mossi (nell’antologia abbiamo dato spazio infatti a prose di racconti, poesie, prose liriche, poemetti in versi e, appunto, anche a una canzone, approvando pienamente le parole con cui Guccini defi nisce questa diff erente categoria espressiva: «le canzoni non sono né poesia né musica, sono canzoni, hanno cioè una loro specifi cità artistica e una loro precisa dignità » 1); tale disponibilità ad ammettere più generi ha quindi a noi curatori consegnato facoltà di esercitare pieno e autentico arbitrio nella scelta dell’allestimento, responsabilità che ci ha chiamati a conferire statuto di ‘classici’, oltre che a rappresentanti di un Novecento letterario ancora dalla critica uffi - ciale (o invero da certe istituzioni scolastiche) non ‘laureato’, ad altre possibili forme di scrittura d’arte.
Trattandosi di una raccolta che si è costituita non in seguito a una preordinata commissione di lavori, bensì grazie a contributi nati spontaneamente nel tempo dalla volontà autonoma di studiosi che hanno condiviso il cammino di «Per leggere» dagli esordi fino al 2016 – amici e compagni di affini percorsi, che qui ringraziamo di avere con entusiasmo da subito aderito anche a questa iniziativa editoriale –, non si dovrà, dalla presenza o dall’assenza di poeti e prosatori che hanno rappresentato i vertici delle esperienze letterarie del Novecento, dedurre l’intento da parte nostra di costituire un ‘canone’, con restrizioni e ordinamenti gerarchici. Deliberata è piuttosto la scelta di realizzare il fl orilegio esclusivamente tramite le due tipologie di esercizi critici, il commento e la lettura, attraverso dei saggi che presentiamo pressoché immutati rispetto alla loro prima redazione in rivista (minimi gli interventi di rettifi ca compiuti dai medesimi studiosi). Se anche nel corso di questi tre lustri sono state pubblicate altre prove esegetiche più complete (monografie che hanno aff rontato un numero maggiore di testi dell’autore, o l’opera integralmente commentata di cui qui si può leggere un singolo esperimento interpretativo), il lettore dell’antologia avvertirà comunque in ciascuno dei capitoli, nati in circostanze indipendenti, un’identica determinazione, seppure portata avanti dagli studiosi per tragitti diversi e con modalità eterogenee: esplorare il testo letterario con le adeguate competenze critiche, costituitesi in anni di mestiere o già apparse robuste nell’apprendistato (non pochi i casi di giovani qui alle loro esperienze iniziali, poi proseguite con una permanenza in ambito accademico o limitrofo, oppure convertitesi in una attività didattica nella scuola, che sarà stata sicuramente favorita da questa precedente pratica di studio condotto in prima persona). Obiettivo perseguito da ciascun partecipante una ricerca autentica, non sottraentesi ad alcun grado investigativo al cui superamento chiami la scrittura letteraria (la più ardua come la più apparentemente cristallina), e confessante, con franchezza, i dubbi rimasti insoluti alla fi ne dell’indagine.

> scheda catalogo
> estratto del primo capitolo

1 Cfr. F. Guccini, Come si scrive una canzone?, in Francesco Guccini, a cura di V. Mollica, Roma, Lato Side, 1981, pp. 47-54, p. 52. X



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