
| Riconoscere le desiderative o ottative
in greco e latino e definirne la "regola" (1/2)
Se gli studenti dimostrano di riconoscere le desiderative in italiano, si potrebbe passare a fornire qualche esempio in greco e in latino, con proposta di resa in italiano e discussione. Greco 1. 0Anabiw/|hn nu=n pa/lin (Aristoph., Ra. 177). Magari tornassi a vivere! Desiderio espresso con l'ottativo presente a0nabiw/|hn. Nessuna particella introduce la desiderativa. 2. Ei0 ga\r tosau/thn du/namin ei}xon w#ste... (Eur. Alc. 1072). Se avessimo la forza sufficiente a… (Magari avessimo la forza sufficiente a…). Rimpianto per qualcosa che non si ha, espresso con l'indicativo imperfetto ei}xon.La desiderativa è introdotta da ei0 ga/r. 3. 0Apo/loio. Possa tu andare in malora! (Oh se tu andassi in malora!) Malaugurio espresso con l'ottativo aoristo a0po/loio. Mancano particelle o interiezioni che introducano la desiderativa. 4. Ei!qe oi9 au0tw=| Zeu\v a0gaqo\n tele/seien, o# ti e0n fresi\n menoina=| (Od. 2, 33-34). Se Zeus gli compisse ogni cosa bella che desidera in cuore! Desiderio espresso con l'ottativo aoristo tele/seien.La desiderativa è introdotta da ei0 ga/r. 5. Ei!q ) w9v h9bw/oimi, bi/h de/ moi e!mpedoi ei!h, w9v o#q 0 u9po\ Troi/hn lo/xon h!gomen a0rtu/nantei (Od. 14, 468). Oh, fossi ancora giovane e avessi intatta la forza, come quando sotto le mura di Troia preparammo l'insidia! Rimpianto espresso con gli ottativi presenti h9bw/oimi e ei!h.Le desiderative sono introdotte da ei!q 0 w9v. 6. 1Wfelon trita/nhn per e!xwn e0n dw/masi moi=ran nai/ein, oi9 d 0 a!ndrev so/oi e!mmenai (Od. 4, 97) Ma un terzo soltanto di questi beni vorrei avere in casa e che fossero vivi gli eroi… Rimpianto espresso con o!felon = w!felon seguito dagli infiniti nai/ein e e!mmenai. La fluidità del greco impedisce di estrarre una regola "ferrea" e univoca. Infatti, le desiderative possono essere introdotte da particelle come ei!qe, ei!q 0 w9v, ei0, ei0 ga/r, w9v,oppure non essere introdotte da nessuna particella e interiezione. Per quanto riguarda i tempi e modi verbali: in origine (come si evince dai versi di Omero) l'ottativo serviva a esprimere sia un augurio che un rimpianto. Non vi è quindi distinzione tra realizzabilità o non realizzabilità del desiderio (cfr. J. Humbert, Syntaxe grecque, Paris 2004, pp. 118-119). «Pour être plus exact, la réalisation ou la non-réalisation du voeu n'entrait pas en considération. Le mode exprime égalemente des voeux de réalisation possible et des voeus de réalisation impossible; c'est le cas chez Homère». Con gli autori classici, invece, l'ottativo si fissa a esprimere il desiderio realizzabile, mentre i tempi storici dell'indicativo sono usati per il desiderio non realizzabile. In quest'ultimo caso, gli autori classici impiegano preferibilmente l'imperfetto indicativo per il rimpianto nel presente e l'aoristo indicativo per il rimpianto nel passato (anche se l'uso dei due tempi ha valore aspettuale, per cui è per lo più il contesto a indicare se si tratta di un desiderio nel presente o nel passato). Per il rimpianto, il greco impiega anche l'aoristo di o0fei/lw, regolarmente coniugato, w!felon ("dovrei/avrei dovuto"), w!felei, w!fele ecc.seguito dall'infinito. Queste forme possono essere rafforzate anche da ei!qe, ei0 ga/r ecc. Le forme w!felon e w!fele equivalenti a ei!qe, ei0 ga/r ecc. + infinito si cristallizzano, in greco, in un secondo tempo. |
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