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pixel_bianco >> Introduzione all'epigrafia latina  

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Francesca Razzetti

 I. Che cos’è l’epigrafia
 II. Di che cosa si occupa
 III. Che cosa ci è stato tramandato
 IV. L’epigrafia romana come mezzo di comunicazione di massa
 V. L’epigrafia come fonte storica
 VI. Delimitazione cronologica e territoriale
 VII. Suddivisione tipologica
 VIII. Criteri di datazione
 IX. Cenni su abbreviazioni e nessi
 X. Tecnica di scrittura epigrafica (degli antichi)
 XI. Il latino epigrafico
 XII. Tecnica di edizione delle epigrafi (dei moderni)
 XIII. Raccolte di epigrafi
 XIV. Esempi di esegesi
    A. Le origini della lingua latina
        1. Il vaso di Dueno
        2. La cista Ficoroni
        3. La fibula Praenestina
        4. Il Lapis Satricanus
    B. Le iscrizioni funerarie
        1. L’elogium di Scipione Barbato figlio
        2. L’elogium di Scipione Barbato padre
    C. Le scritte sui muri: il caso di Pompei
        1. I manifesti elettorali
        2. Annunci di giochi gladiatori
        3. Annunci di case o stanze in affitto
        4. Messaggi d’amore
        5. Altri messaggi
    D. Il messaggio epigrafico tardoantico: un esempio di iscrizione locale. Il “martire” Giovanni a Camogli (Ge)
 XV. Bibliografia minima


Questo lavoro nasce da un interesse personale per l’epigrafia, cui l’Autrice si è appassionata durante gli studi universitari, ma che non ha potuto coltivare all’epoca a causa di diverse scelte, operate per motivi contingenti; successivamente, da insegnante, ha potuto porvi parzialmente rimedio studiando e approfondendo la materia per proprio conto, quasi da autodidatta: sono state così elaborate per gli alunni una serie di lezioni che, variamente rimaneggiate, ora confluiscono in questo contributo. Si tenga presente che, anche negli studi di letteratura latina, sta diventando preponderante una tendenza alla considerazione sempre più marcata e approfondita dei testi epigrafici, analizzati sia nella loro peculiarità sia in rapporto al messaggio che veicolano; si veda per esempio, a questo proposito, l’impianto della nuova letteratura curata da Mortarino, Reali, Turazza, Genius loci, Loescher, Torino 2007: tanto più utile potrebbe risultare, quindi, la lettura del presente contributo, anche solo come “finestra” aperta su un universo – quello epigrafico – che non appare più, oggi, così settoriale, ma che a buon diritto rivendica la propria centralità nel panorama degli studi sull’antichità classica.

La possibile utilizzazione didattica è ovviamente diversa a seconda delle classi:

  •  triennio: nella sua interezza, il lavoro è pensato per essere proposto soltanto al triennio; si adatterebbe in particolare all’inizio della I liceo classico o della III liceo scientifico: potrebbe essere un modo interessante e divertente per dare avvio allo studio della letteratura latina e anche per far entrare i ragazzi in contatto con le discipline antiche, affrontate forse per la prima volta in maniera “scientifica”; non si esclude comunque una possibile utilizzazione anche in un quarto o ultimo anno.
  • Biennio: sicuramente si possono effettuare, nel secondo quadrimestre della IV ginnasio o della I liceo scientifico, la parte introduttiva, opportunamente semplificata, e la traduzione delle scritte pompeiane, anche in parallelo con la programmazione di storia romana, per mostrare il latino “vivo”; solo in un secondo anno, infine, è forse consigliabile accostarsi al latino arcaico leggendo per esempio le iscrizioni sepolcrali degli Scipioni.

  Scarica la lezione completa in formato pdf.
 
 
 

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