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Non ci occuperemo della traduzione di omnes perché non costituisce problema e tralasceremo quella di quisque perché i problemi della traduzione di quisque sono di altra natura: dal punto di vista morfologico esso viene spesso confuso con quisquis o con et quis/ qui in modo indebito, ma motivato dalla scarsa occorrenza, e dal punto di vista sintattico imporrebbe una discussione sugli usi del riflessivo e del numerale ordinale. Ovvio che esistono per quisque anche semplici problemi di resa in corretta lingua italiana, essendo percepito come agrammaticale – ma, si badi, non privo di significato – un sintagma che sia il calco di optimus quisque ("ciascun ottimo") o di quinto quoque anno ("ciascun quinto anno"). - Qualche --- Un/uno/una Un primo dato della lingua italiana che deve essere enfatizzato opportunamente è la natura di quantificatore del nostro articolo indeterminativo UN/ UNO/ UNA. A differenza del Latino infatti l'Italiano, nell'introdurre un soggetto o un oggetto o anche una complementazione indiretta (con restrizioni che non si possono discutere in questa sede), se non utilizza l'articolo determinativo deve ricorrere al quantificatore UN. Il valore semantico di UN/ UNO/ UNA è vario e deve essere sempre interpretato nel contesto: 1) * ho visto amico per la strada è agrammaticale 2) ho visto un amico per la strada dice che ho incontrato UNA SOLA persona amica per la strada. Oltre a sottintendere ovviamente che tale persona esiste, sottintende, ma solo per la particolare portata semantica della parola "amico", che tale persona è nota. 3) ho visto un cane per la strada dice che ho incontrato UN SOLO cane per la strada. Sottintende ovviamente che tale cane esiste, mentre non sottintende affatto che tale cane sia in qualche modo noto, anche se il prosieguo della narrazione potrebbe immediatamente palesare che il cane era riconoscibile o addirittura conosciuto: 3a) ho visto un cane per la strada: era il pastore tedesco dei miei vicini di casa, che se ne era uscito dal cancello dimenticato aperto... 4) ho visto un amico in una strada l'introduzione dell'articolo indeterminativo nel circostanziale di luogo evidenzia o enfatizza un dettaglio della narrazione, che era prima estremamente generico: la "strada" viene così individuata e circoscritta. Siamo anche indotti a pensare che la strada in questione in qualche modo debba rivestire un ruolo significativo nella narrazione successiva. Il breve enunciato "ho visto un amico" troverebbe in latino tre rese con diversa portata semantica: 1. amicum vidi = "ho visto il mio amico vel ho visto un amico" – in questo caso come asserzione molto generica: l’identità dell’amico in questione potrebbe o no avere un seguito nella narrazione. 2. aliquem vidi amicum = "ho visto un amico", meglio reso con la frase topizzata "un amico, l’ho visto", che enfatizza il fatto che esiste un amico che ho visto, il fatto che "almeno un amico l’ho visto". 3. quendam vidi amicum = "ho visto uno che mi è amico" (sottintendendo che, per il momento, nella narrazione non è importante svelarne l’identità, anche se essa è nota) --- Qualche L'aggettivo QUALCHE è invece di norma interpretato come facente riferimento a una pluralità di individui: 5) ho visto qualche amico è interpretato come di fatto equivalente a: 5a) "ho visto degli amici" oppure 5b) "ho visto alcuni amici". Appare così con chiarezza il valore di quantificazione dell'indefinito; specificamente QUALCHE equivale ad "almeno 2". Nell'esempio (5) QUALCHE allude a persone la cui esistenza è certa, mentre in quello che segue è evidente che non è affatto presupposto un referente individuale: 6) se vedi qualche amico, invitalo (il valore di QUALCHE come quantificatore equivale qui a "almeno 1", infatti "se vedi qualche amico" non equivale a "se vedi degli amici" o peggio a "se vedi alcuni amici", che è ai limiti dell’accettabilità) QUALCHE non ammette il plurale grammaticale e ALCUNI come quantificatore plurale non è sempre sostituibile a QUALCHE. --- Qualunque/chiunque Per quanto attiene poi a QUALUNQUE/CHIUNQUE, si rimanda al paragrafo dedicato agli indefiniti relativi latini, limitandosi qui a far rilevare la grande difficoltà degli studenti a comprendere la natura e i vincoli d’uso dell’indefinito relativo per la non consapevolezza della natura del pronome relativo in quanto tale, del quale non riconoscono il "caso" all’interno della relativa italiana. Ad es. nella semplice frase "mi è piaciuto molto il cane CHE ho visto ai giardini pubblici" gli studenti intepretano il caso di CHE come contemporaneamente nominativo e accusativo, a seconda che lo si leghi a "il cane" o lo si faccia dipendere da "ho visto". La trattazione dei relativi esula però dai limiti della presente lezione. Si osservino d’altra parte gli esempi che seguono, dove appare evidente che semplicemente la diversa collocazione dell’indefinito relativo muta non solo la sintassi della frase ma la stessa interpretazione d’essa: 7 ) Qualunque/qualsiasi bel monumento ti capiterà di vedere, fotografalo = fotografa tutti i monumenti che ti capiterà di vedere 7a) Ti capiterà di vedere un monumento qualunque/qualsiasi: fotografalo = ti capiterà di vedere un monumento di non importa che tipo: tu fotografalo Le più forti restrizioni d’uso di CHIUNQUE ne preservano invece la posizione di legame fra due enunciati. Dovrebbe risultare evidente dagli esempi fin qui addotti la cospicua rilevanza degli indefiniti ai fini della interpretazione del contesto. Ne deriva la necessità didattica e culturale di guidare gli allievi a una riflessione consapevole sia sulla lingua in quanto codice sia sulla specificità del testo da comprendere in Latino sia sugli esiti della traduzione di esso. Il caso degli indefiniti risulta particolarmente emblematico ma il metodo di lavoro è valido per qualsiasi argomento di morfosintassi e di lessico. |
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