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Il presente lavoro è nato da un’indagine sul significato dell’elemento horror nell’ambito della cultura latina e sui molteplici e duraturi spunti offerti dagli autori classici a quel ramo collaterale della letteratura moderna da sempre definito “minore” o “popolare”, ma dal contributo significativo. Trattando il tema in chiave socio-antropologica, si è privilegiata la figura del lupo mannaro – a cui si sovrappone quella della strega metamorfica – in quanto, divenuta ormai un fatto di costume, capace di imporre un gusto determinato, è entrata a far parte dell’immaginario collettivo. Per esplorarne i diversi aspetti, si rende necessario fare “tre passi nel delirio” con Petronio, Plinio ed Apuleio, accompagnati dalla luce della luna “che fa impazzire” in Virgilio, Orazio e Properzio, fino ad arrivare agli incubi “ad occhi aperti” di Pirandello e dei Taviani. L’analisi dei testi presi in considerazione – latini, italiani e
stranieri – è organizzata secondo un criterio sincronico, così da istituire
collegamenti immediati tra la fonte classica e la ricezione moderna e scoprire l’inesauribile
vena di creatività prodotta dal mito. |
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