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La bellezza, con le sue componenti di sottile seduzione e le complesse dinamiche a essa sottese, sono analizzate alla luce di un’articolata disamina che, attraverso la definizione dei campi semantici più ricorrenti e dei topoi più consolidati, spazia dal mondo antico e all’epoca moderna, con sistematiche incursioni non solo nel campo letterario, ma anche nel cinema. La prima sezione del contributo (che rappresenta a sua volta la prima parte del percorso) è incentrata sui “doni di Afrodite”, mediante l’analisi dei campi semantici della bellezza, con particolare riferimento alla concezione arcaica del bello inteso nella sua coincidenza di esteriorità e interiorità. La seconda sezione, invece, passa in rassegna le “belle e corrotte”, cioè le principali figure di donne fatali, rimaste nell’immaginario collettivo occidentale come prototipi di femme fatale o dark lady. |
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