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pixel_bianco >> Nostos e peripezia nella letteratura greca  

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Fausto Montana
3. Il concetto aristotelico di peripeteia (peripezia).

Facciamo adesso un altro balzo nel tempo e nello spazio e disponiamoci ad ascoltare la voce del filosofo Aristotele, che nella Poetica così si esprime a proposito delle trame delle tragedie (1452a 11ss.):

 

Tra i racconti, alcuni sono semplici, altri complessi: tali, infatti, sono precisamente le azioni, di cui i racconti sono imitazioni. Definisco ‘semplice’ un’azione quando, dopo che essa si è sviluppata (...) in modo continuo e unitario, si genera il mutamento (metabolh/ ) senza peripezia (peripe/teia) o riconoscimento (a0nagnwrismo/j); ‘complessa’, invece, un’azione dalla quale si ha il mutamento con riconoscimento o peripezia o entrambi.

 

Aristotele è il primo critico e teorico occidentale, a quanto sappiamo, ad avere individuato in modo tecnico il meccanismo letterario della peripezia e ad averle assegnato questo nome. Il significato etimologico del termine è “il piombare addosso”, “accadimento improvviso”. Ecco come il filosofo definisce il concetto:

 

Peripezia è il mutamento dei fatti nel loro contrario (...), il che deve accadere secondo verosimiglianza o necessità (trad. di Andrea Barabino).

 

Segue un illuminante esempio:

 

nell’Edipo [re di Sofocle], il messo, venuto ad allietare Edipo e a liberarlo dal timore nei confronti della madre, quando svelò chi fosse, produsse il contrario (trad. di Andrea Barabino).

 

Nell’ambito della tragedia, dunque, Aristotele assegna a due meccanismi di sorpresa, il riconoscimento e il ribaltamento di situazione (generalmente sfavorevole), il ruolo di chiavi di volta decisive dell’azione. Già nella speculazione aristotelica, peripe/teia viene a indicare, in senso più generico ma comunque ancora tecnico-letterario, anche l’evento insolito e inatteso, tale da sconvolgere un equilibrio o uno stato di quiete. Riconosciamo in queste definizioni l’accezione germinale del nostro “peripezia”, che un prestigioso Vocabolario della lingua italiana (Zingarelli 1999) glossa con “vicenda fortunosa”: cioè – per glossare la glossa – evento degno di nota perché imprevisto, esperienza avventurosa.


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pixel_biancopath Commenti inseriti
commenti vladimir maurizi  ( vladimirmaurizi@.libero)
interessante, ma punti tradotti secondo me andavano meglio evidenziati come carattere
Commento inserito il: 17/11/2006 21.48.38


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