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Questo costrutto si definisce "assoluto" (cioè "svincolato") per la tendenza a essere slegato grammaticalmente dalla reggente, analogamente all'ablativo assoluto latino; tuttavia, dal costrutto latino, il genitivo assoluto si differenzia essenzialmente in tre peculiarità: il participio è sempre espresso, il soggetto può essere sottinteso, vi possono essere legami grammaticali con la reggente (si veda la parte relativa al confronto tra gli analoghi costrutti nelle due diverse lingue). Come l'ablativo assoluto latino, anche il genitivo assoluto può assumere, a seconda del contesto, valore di proposizione: 1) temporale [1] 2) causale [2] con valore di oggettività o di soggettività [3] 3) concessiva [4] 4) ipotetica [5] [1] Es. 1Eti d 0o!ntoj au0tou= paido\j h# te swfrosu/nh diefai/neto tw=|... (Plut.). "Quando egli [= Alessandro] era ancora ragazzo, la sua saggezza si manifestava per il fatto che...". [2] Es. Th=j de\ e0kplagei/shj..., pa/nta au0th=| dihgei=tai (Long.). "Poiché la ragazza era rimasta sbalordita, le spiega ogni cosa". [3] Nota: Il genitivo assoluto con valore causale può assumere valore di oggettività ed essere preceduto da oi[on, oi[a, a#te, oppure valore di soggettività, essendo preceduto da w9j (da tradursi quindi con espressioni come "considerando che", "pensando che" ecc.). [4] Es. Kai\ dh\ tou= e0n th=| li/mnh| parainou=ntoj qate/rw| metabh=nai pro\j au0to/n, [...] e0kei=noj ou0k e0pei/qeto (Aesop.). "E benché quella [= la rana] della palude esortasse l'altra a trasferirsi da lei, questa non si lasciava convincere". [5] Es. Ou#tw d 0e0xo/ntwn, ei0ko\j polemi/oij e0nanti/ouj ei}nai tou\j qeou/j (Xen.). "Se le cose stanno così, è chiaro che gli dèi sono ostili ai nemici". |
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