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Spunti per la rielaborazione e il dibattito

Aristotele, a differenza di Platone, considera positivo il piacere dei sensi. A esso pone però dei limiti. Deve essere controllato dalla ragione, in modo che non ecceda la giusta misura. In altri termini, il piacere deve essere moderato e soprattutto non dobbiamo divenirne schiavi, ma dominarlo.

Pensi che questa posizione di Aristotele conservi una sua attualità? Oppure il controllo della ragione rischia di vanificare il piacere, al quale invece sarebbe preferibile abbandonarsi? Quali sono secondo te gli aspetti positivi e negativi delle due tesi?

Secondo Aristotele il piacere, dipendendo dai sensi e dalle passioni, è sempre soggettivo e individuale, perché per alcuni può essere piacevole ciò che per altri non lo è, o una stessa sensazione può essere più o meno piacevole a seconda degli individui e degli stati d’animo.

Ritieni valida questa affermazione di Aristotele? Esistono dei piaceri che sono tali per tutti gli uomini? La sensibilità e il piacere cambiano a seconda delle epoche e delle diverse culture, oppure tutti i popoli considerano piacevoli le stesse cose? 


La tesi di fondo di Aristotele è che per l’uomo, in quanto essere razionale, la felicità consiste nel piacere intellettuale, nella vita contemplativa.

Che cosa pensi a tale proposito? Se non sei d’accordo, sapresti elaborare argomenti da contrapporre a quelli di Aristotele?

 

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